Goa: spiagge, spezie e tramonti indiani
Goa merita davvero la fama per spiagge, spezie e tramonti, ma non è solo cartolina. La stagione migliore per visitare Goa va da novembre a febbraio, quando il clima è secco e piacevole. Ora, a luglio, è piena stagione dei monsoni: le spiagge sono deserte, molti chioschi chiudono e l'umidità ti appiccica addosso. Se non ti piace la pioggia battente, meglio rimandare.
Per arrivare si vola su uno dei due aeroporti: Dabolim, vicino a Panjim, o il nuovo Mopa, più a nord. Da Palermo ci sono scali in Medio Oriente, poi volo diretto per Goa. Una volta lì, il mezzo più furbo è lo scooter: noleggiarlo costa circa 500 rupie al giorno, ma attenzione ai posti di blocco, ti chiedono patente internazionale e multe salate se non ce l'hai. I taxi sono cari e spesso truffaldini.
Il budget è medio: per dormire in guesthouse dignitosa si spendono 30-40 euro a notte, mangiare nei beach shack costa poco, una cena completa con pesce sotto le 10 euro. Per visitare Goa servono almeno 5-7 giorni, così vedi sia il nord più vivace (Anjuna, Vagator) sia il sud più tranquillo (Palolem, Agonda).
Cosa non perdere: le chiese di Old Goa, in particolare la Basilica del Bom Jesus; una visita a una piantagione di spezie, tipo Savoi; il tramonto da Chapora Fort; il mercato di Anjuna il mercoledì, ma solo per l'atmosfera, non per comprare perché i prezzi sono gonfiati. Cosa evitare: le spiagge più gettonate a Capodanno, diventano un caos di musica e rifiuti; e diffida dei tizi che ti offrono "tour privati" a bordo spiaggia, spesso sono giri in barca improvvisati.
Un consiglio che non trovi sulle guide: prova il feni di cocco invece del più comune feni di anacardi. È più raro, meno alcolico e si beve meglio liscio, magari con un po' di limone. I locali lo sanno, ma i turisti lo ignorano. Tra le delusioni: la spiaggia di Baga è troppo commerciale, piena di venditori insistenti e lettini a pagamento. Meglio scappare a nord o sud.