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Valletta: bastioni, vicoli e storie di cavalieri

Valletta è esattamente questo: bastioni, vicoli e storie di cavalieri, ma anche un microclima da forno, un'overdose di turisti col telefonino a caccia di scatti e gradini messi lì apposta per far piangere chi ha dimenticato le scarpe comode. Appena tornato, luglio è una prova di resistenza più che una vacanza, ma ha il suo fascino se si è disposti a sudare.

Budget? Diciamo medio-alto, con punte di rapina a mano armata in certi ristoranti del centro. Una birra media 5 euro, una cena con primi e secondo intorno ai 30-40 a testa. Per risparmiare, meglio puntare sui pastizzi nei chioschi o i panini nei bar fuori dalle strade principali. Alla fine del giro di due giorni si spende quanto una settimana in un paesino pugliese, ma l'atmosfera è un'altra cosa.

Arrivare è semplice: volo per Malta, poi bus X4 o X2 prendono appena fuori aeroporto e portano al terminal di Valletta in mezz'ora. Dentro le mura muoversi a piedi è l'unica opzione, perché le strade sono strette e i mezzi pubblici non entrano. Per spostamenti rapidi tra le Tre Città o Sliema, i traghetti funzionano bene e costano pochi euro. Noleggiare una macchina è un suicidio: parcheggi quasi inesistenti, traffico eterno.

Per visitare Valletta servono due giorni pieni: uno per i bastioni, il concattedrale di San Giovanni e i vicoli del centro, un altro per musei come l'Armory o il Forte Sant'Elmo. Se si vuole fare anche un giro alle Tre Città, meglio aggiungere una mezza giornata. Tre giorni sono il minimo per non sentirsi di corsa.

L'aspetto negativo: il rumore e la folla. A luglio certi vicoli sembrano un moshpit, con gente che si ferma ogni tre metri per fare video. I clacson dei tuk-tuk e le voci amplificate dei locali turistici creano una colonna sonora che coi cavalieri non c'entra nulla. Inoltre, il caldo è spietato: l'ombra rinfresca poco e l'aria condizionata nei negozi è un miraggio.

Consiglio che non si trova sulle guide: non accontentarsi della Upper Barrakka per il tramonto. Scendere verso il molo dei traghetti, prendere il batello per Birgu (o Vittoriosa) e mangiare in un locale sul lungomare del porto, lontano dal casino di Valletta. Dopo cena, tornare con l'ultima corsa e vedere la città illuminata con il mare che riflette le luci. Nessuna folla, nessun costo aggiuntivo, e una vista che vale più di qualsiasi ristorante con terrazzino strapagato.

4 Commenti

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I prezzi non sono una rapina, basta evitare i ristoranti trappola per turisti.

LU
luxso99

Capisco il tuo ragionamento, ma per me la qualità ha un prezzo e non mi preoccupo di risparmiare. Preferisco investire in ristoranti che mi garantiscono un'esperienza impeccabile, senza compromessi.

Vero, basta avere un GPS per i ristoranti locali e un sesto senso per i menu tradotti in 15 lingue

Ho girato tutta l'isola, anche fuori dai giri turistici i prezzi sono cari.