Lyon: bouchon, traboules e gastronomia
Lyon: bouchon, traboules e gastronomia? Sì, ma con qualche ma.
Parto da una visita fatta pochi giorni fa, a inizio luglio, e devo dire che la città vive all'altezza della sua fama culinaria, ma non solo. Ho passato quattro giorni pieni e mi sono mosso con un budget medio: conto circa 80-100 euro al giorno per mangiare decentemente, visitare qualche museo e usare i mezzi. Si può spendere meno se ci si limita ai panini e alle pizze al taglio, ma Lyon merita di essere assaggiata con calma.
Arrivare da Milano è comodo: treno ad alta velocità fino a Part-Dieu in circa 5 ore, oppure aereo per chi ha fretta. Io ho preso il treno e l'ho trovato ottimo. In città il sistema dei trasporti è efficiente: metro, tram, bus e la funicolare per Fourvière. Il biglietto unico costa 1,90 euro e dura un'ora, ma conviene la carta giornaliera a 6 euro se si fa su e giù. Per le traboules (i passaggi segreti nel Vieux Lyon) si va a piedi: sono concentrate in un quartiere piccolo e si visitano benissimo camminando.
Quanto tempo serve? Almeno tre giorni pieni per non correre. Il primo giorno lo dedicherei al centro storico e alle traboules, il secondo alla gastronomia (mercatini, bouchon, Halles Paul Bocuse), il terzo per il Museo di Belle Arti o il quartiere della Croix-Rousse. Poi ogni tanto ci si ferma a respirare l'atmosfera, che è forse la cosa migliore.
Ora veniamo al lato negativo, perché non è tutto rose e lardo. I bouchon sono il simbolo della cucina locale, ma molti sono diventati trappole per turisti. Ho mangiato in due posti consigliati da amici, e la qualità era buona, ma il servizio sbrigativo e un po' freddo, quasi che l'autenticità fosse stata sacrificata per il volume. Il secondo mi ha deluso: andato a un bouchon famoso (non faccio nomi), ho trovato un menu fisso con piatti standardizzati, niente di memorabile. Forse ci si aspetta una cucina più coraggiosa e invece in alcuni casi è solo comfort food un po' banale. Altra nota dolente: il caldo. A luglio le strade strette del Vieux Lyon diventano un forno, e le traboules, per quanto affascinanti, a volte puzzano di umido e di fritto ristagnante. Non proprio l'ideale per chi ha l'olfatto sensibile.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: cercare la libreria Le Bal des Ardents, in rue Auguste Comte, dietro Place Bellecour. Non è un posto turistico, ma dentro c'è una caffetteria minuscola con un bancone che serve ottimi tè e piccole torte fatte in casa. L'ho scoperta per caso. La proprietaria è una signora anziana che conosce ogni libro e ogni ricetta. Per chi ama leggere e mangiare con calma, è un'oasi che rompe la frenesia dei bouchon.
In generale, Lyon è una città che soddisfa chi cerca sapori forti e storia, ma bisogna scegliere bene. Eviterei i ristoranti in Place Saint-Jean e nei vicoli più battuti. Meglio allontanarsi un po', verso la Presqu'île o le rue laterali, dove i prezzi scendono e la qualità sale. Per il resto, le traboules sono magiche, specialmente quelle meno segnalate: una in particolare, nel numero 27 di rue du Bœuf, porta a un cortile interno con un albero di magnolia enorme. In piena estate fiorisce e l'odore è pazzesco. Nessuno lo dice mai.