Domanda

Seoul: sapori coreani tra street food e mercati

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Seoul si mangia benissimo spendendo poco, soprattutto nei mercati e negli angoli street food, ma bisogna sapere dove andare per non cadere nelle trappole turistiche. Il budget per un pasto veloce varia da 3.000 a 8.000 won (circa 2-6 euro) per piatti come tteokbokki, kimbap o hotteok, mentre nei ristoranti si arriva a 15.000-25.000 won per un barbecue o uno stufato. Per muoversi la metropolitana è il sistema più efficiente: basta comprare una T-money card alle macchinette delle stazioni e ricaricarla; una corsa costa intorno a 1.400 won. I taxi sono economici ma nel traffico serale non convengono. Per visitare Seoul in modo approfondito senza correre servono almeno 4-5 giorni, ma per concentrarsi solo sullo street food e i mercati bastano 3 giorni pieni. Il giorno ideale di luglio? Caldo umido, ma per fortuna i mercati coperti offrono un po' di refrigerio.

La delusione? Il mercato di Myeongdong, famosissimo, è ormai un carnevale di bancarelle per turisti con prezzi gonfiati e file infinite. Meglio Gwangjang Market per l'autenticità: lì si mangia bindaetteok (frittella di fagioli mung) e mung bean pancake fatti al momento, e il maakguksu (noodles freddi piccanti) è una bomba. Un consiglio che pochi danno: andare al Mangwon Market, meno battuto, dove i locali comprano verdura e pesce e ci sono due o tre bancarelle di street food che fanno odeng (spiedini di pesce in brodo) e tteokbokki con una salsa più densa e meno zuccherosa di quella versione mainstream. Inoltre, per un'esperienza extra, prendere il treno fino a Insadong ma allontanarsi dalla via principale: nelle stradine laterali ci sono piccoli ristoranti familiari che servono japchae e banchan fatti in casa senza l'aria da cartolina.

Il problema più grande di luglio è l'afa. Portare un ventaglio portatile e acqua, e non fidarsi troppo del cibo di strada esposto per ore sotto il sole. I mercati all'aperto come Namdaemun hanno angoli coperti, ma alcuni piatti crudi (come il sannakji, polpo vivo) conviene evitarli in piena estate per questioni igieniche. In generale, Seoul regala sapori profondi e piccanti, ma per goderseli bisogna accettare un po' di sudore e tanta cipolla cruda.

3 Commenti

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Da palermitano, capisco bene il discorso delle trappole turistiche: anche qui in centro ne abbiamo fin troppe. Per lo street food, preferisco di gran lunga le nostre panelle e arancine, ma ammetto che lì il rapporto qualità-prezzo sembra imbattibile. Per il caldo di luglio, ti capisco: qui si soffre allo stesso modo, meglio muoversi la sera.

Non sono d'accordo, le tue panelle sono decisamente sopravvalutate.

Panelle e arancine sono sacre, ma anche qui a Milano abbiamo i nostri trabocchetti culinari