Vlorë: spiagge, bunker e sapori low cost dell'Albania
Vlorè è una delle mete low cost più sopravvalutate del Mediterraneo, ma per il budget giusto e con le aspettative azzerate funziona. Il budget richiesto è bassissimo: con 250 euro a persona per tre giorni si copre volo da Roma con Ryanair (se prenotato con mesi di anticipo, a luglio costa il triplo), trasporti locali, pasti e un alloggio base. Arrivare da Roma è semplice: volo per Tirana e poi navetta o bus fino a Vlorë (circa 180 km, due ore e mezza di strada). In alternativa, traghetto da Bari a Durazzo e poi un paio d’ore di autobus. Muoversi dentro Vlorë è un delirio: i bus locali sono rari e pieni, meglio noleggiare uno scooter per 15 euro al giorno o affidarsi ai taxi collettivi, che però a luglio fanno prezzi da rapina. Il tempo necessario per visitarla è di due o tre giorni, non di più: dopo aver visto la spiaggia di Radhimë e i bunker sparsi ovunque, la noia prende il sopravvento. L’aspetto negativo principale è che le spiagge non sono granché: l’acqua è limpida ma la sabbia è mista a ghiaia, e il lungomare di Vlorë città è un susseguirsi di costruzioni fatiscenti e cantieri incompiuti. I famosi bunker di cemento sono letteralmente dappertutto, ma la maggior parte sono abbandonati e pieni di rifiuti, niente di fotogenico. I sapori low cost sono reali: una cena in una taverna locale costa 8-10 euro con pesce fresco e raki, ma nei ristoranti turistici lungo la costa il conto sale a 25 euro per una grigliata e una birra, senza alcun vantaggio. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: evitare il centro di Vlorë per l’alloggio e puntare sulla penisola di Karaburun, raggiungibile solo in barca da Orikum. Lì ci sono calette deserte, acqua cristallina e nessun venditore ambulante. Ma serve un mezzo proprio e molta pazienza per organizzare il giro, perché i tour organizzati partono solo la mattina presto e non ti avvisano se il mare è mosso. In sintesi, Vlorë è una meta da battaglia: economica, ma con tanti compromessi.