Tropea: la perla del Tirreno
Tropea è un posto da cartolina, sì, ma con qualche ombra che nessuno racconta. Ci sono stato la prima settimana di luglio di quest'anno e la folla già si faceva sentire, quindi se si può meglio puntare a inizio giugno o fine settembre, quando il mare è ancora caldo e i prezzi meno folli.
Arrivarci in treno è una scelta: la stazione di Tropea è a un chilometro dal centro, ma con le valigie sulle strade in salita non è una passeggiata. In macchina invece il parcheggio è un incubo, a meno di non pagare 25 euro al giorno in un posteggio privato fuori dal centro storico. Il budget complessivo per un paio di notti è medio-alto: una camera doppia in un B&B decente a luglio non la trovi sotto i 130 euro a notte, e per mangiare un piatto di pasta con due fette di pesce spada si spendono facilmente 35-40 euro a testa.
In due giorni pieni si visita tutto senza fretta: la spiaggia di Santa Maria dell'Isola è bella ma spesso intasata, la cattedrale normanna merita una sosta, e la processione serale per la Madonna di Romania è un'emozione anche per chi non è credente. Cosa evitare? Le gelaterie lungo il corso principale: servono prodotti industriali a prezzo maggiorato. Meglio cercare un chiosco fuori dalle mura, quello vicino alla stazione ha un ottimo gelato al fico d'India.
Una delusione l'ho avuta con la famosa "spiaggia del convento": è piccolissima, con sassi e alghe, e per raggiungerla bisogna scendere una scalinata ripida senza ombra. Le foto online mentono spudoratamente. Infine, un consiglio che non trovate nei soliti post: evitare il ristorante panoramico sulla piazza, i coperti sono cari e i camerieri svogliati. Invece, a due passi dal porto, c'è una trattoria senza insegna che serve ancora la pasta fatta in casa con le melanzane a un prezzo onesto. Cercatela, non ha nome ma ha la tenda a righe blu e bianche.