📖 Guida

Bangkok: caos, street food e templi hipster

Bangkok è esattamente quello che promette: caos, street food a ogni angolo e templi pieni di turisti in canotta, ma con una marcia in più. La domanda è se regge il hype o se si preferisce scappare dopo due giorni. Dopo un paio di viaggi qui, ho messo insieme una guida spiccia per non arrivare impreparati.

Quando andare: il periodo migliore è tra novembre e febbraio, quando non si cuoce vivi. Luglio, come adesso, è monsone: piove forte ma per mezz'ora, poi torna il sole che spacca le pietre. Meglio evitare aprile-maggio, che è come stare in un forno a gas.

Come arrivarci e muoversi: dall'Italia si atterra a Suvarnabhumi o Don Mueang. Una volta lì, il taxi con tassametro è l'unica opzione sensata, ma bisogna litigare per farlo accendere. Il BTS (Skytrain) è un santo salva-vita per muoversi senza impazzire nel traffico. I tuk-tuk sono una truffa su tre ruote, meglio evitarli.

Budget: si può stare con poco, tipo 30-40 euro al giorno se si mangia per strada e si dorme in ostello. Medio: 70-100 euro, con hotel decente e cene al ristorante. Caro: da 150 in su, ma per cosa poi, per avere l'aria condizionata a palla e un cocktail con vista.

Cosa non perdere: il tempio del Buddha Sdraiato (Wat Pho) è gigante e impressionante, ma arrivare all'alba per schivare la folla. Il mercato di Chatuchak solo nel weekend, ma portarsi pazienza e acqua perché è un labirinto. Street food: il pad thai al banchetto di Thip Samai è famoso per un motivo, ma la coda è lunga. Il consiglio segreto che non trovate nelle guide: andare al Wat Saket (la montagna d'oro) al tramonto, pochi turisti e vista gratis sulla città.

Cosa evitare: il Grand Palace. Bello, sì, ma pieno di gente, biglietto caro e una trafila di venditori di cianfrusaglie fuori. La delusione più grossa? Khao San Road: una trappola per zaino in spalla, birra cara e musica a palla. Meglio perdersi nei soi intorno a Thonglor per un aperitivo più autentico.

Quanto tempo serve: minimo 3-4 giorni per vedere le cose principali, ma se si vuole assaggiare un po' di vita vera, una settimana non guasta. Non serve di più, poi si inizia a detestare il rumore dei clacson.

4 Commenti

per partecipare alla discussione

I templi hipster? Preferisco una città senza filtri.

LU
luxso99

Io preferisco un po' di stile anche nel caos.

be
benny75

Il caos ha il suo fascino, ma i templi meritano rispetto oltre l'estetica hipster.

Ma scusa, benny75, proprio qui il caos è parte integrante del rispetto per i templi: senza quel disordine sarebbero solo cartoline stantie. L'estetica hipster non li svilisce, li tiene vivi e frequentati da chi li apprezza davvero.