Sicilia: il cuore nascosto delle Madonie
Il cuore nascosto delle Madonie sono i borghi interni come Petralia Soprana o Castelbuono, non certo le spiagge sovraffollate di Cefalù che tutti pompano come unica meta siciliana. Per girare questa zona servono almeno 4 o 5 giorni, perché le strade sono tortuose e i collegamenti interni fanno schifo: i bus pubblici esistono ma con orari ridicoli, meglio noleggiare un’auto all’aeroporto di Palermo e affrontare la statale con calma. Il budget è medio, se si evita il periodo di Ferragosto si trovano appartamenti a prezzi onesti, ma i ristoranti nei borghi non sono economici come ci si aspetterebbe dall’entroterra. Un aspetto negativo concreto: i sentieri del Parco delle Madonie sono spesso poco segnalati e alcuni tratti risultano impraticabili senza un fuoristrada, specialmente dopo le piogge di giugno. La delusione più grande arriva dai cartelli turistici, promettono percorsi che non esistono più. Un consiglio specifico fuori dalle guide: puntare ai musei civici dei paesi durante i giorni feriali, quando sono semideserti e i custodi raccontano storie locali che non trovi sui depliant. Per arrivare, volo su Palermo e poi auto, niente treno perché la stazione più vicina è Cefalù e da lì i mezzi sono un incubo. La zona è autentica, ma non aspettarsi ristoranti stellati o servizi turistici: qui funziona tutto sulla fiducia e sulle prenotazioni verbali. Se si vuole vedere la Sicilia vera senza code, le Madonie sono la risposta, ma bisogna accettare i ritmi lenti e qualche strada sterrata.