Gravina in Puglia: canyon, case rupestri e pane di grano
Sì, Gravina in Puglia è esattamente questo: un canyon profondo che taglia la città, case rupestri che sembrano uscite da un presepe e un pane di grano duro che da solo vale il viaggio. Luglio è caldo, ma si visita bene la mattina presto o al tramonto. Arrivare da Bari in macchina è comodo (30 minuti), ma anche il treno regionale funziona; poi tutto il centro storico è a piedi. Un giorno intero basta per vedere l’essenziale, due se si vuole girare anche la campagna circostante. Il budget è medio: una cena con pane e vino locale costa sui 20-30 euro, e le poche attrazioni sono quasi gratis.
Cosa non perdere: il canyon dal Ponte Acquedotto e poi scendere a piedi dentro la Gravina, le chiese rupestri di San Michele e Santa Maria della Scala, e naturalmente il pane – non quello confezionato, ma da fornai artigiani che ancora lo cuociono nel forno a legna. Cosa evitare: la zona dei palazzoni moderni che non ha nulla di interessante, e il ristorante più centralone che serve pasta scotta per turisti. Una delusione concreta: alcune grotte abitate sono chiuse o diventate catapecchie abbandonate, il restauro è parziale. Consiglio che non trovi sulle guide: andare al tramonto sulla strada provinciale per Altamura, sul lato opposto del canyon: da lì la vista è molto più drammatica che dai belvedere turistici, e non c’è nessuno.