Giappone: il pellegrinaggio di Shikoku e i templi dell'88
Il pellegrinaggio di Shikoku è un percorso circolare di circa 1200 chilometri che collega 88 templi buddisti sull'isola, e non è solo una questione di fede ma un viaggio lento che mette alla prova il corpo e la mente. Per chi ha tempo e curiosità, rappresenta un modo unico di scoprire il Giappone rurale, lontano dalle rotte turistiche più battute. Io l'ho affrontato la scorsa primavera, e ne sono uscito con un misto di stanchezza e stupore che difficilmente dimenticherò.
Parliamo di budget: si può spendere pochissimo se si è disposti a dormire nei templi (con offerte minime, tipo 3000-5000 yen a notte) o in campeggio, ma la maggior parte delle persone sceglie una via media di circa 8000-12000 yen al giorno includendo pasti, alloggi economici e i trasporti per brevi spostamenti. Chi vuole il massimo del comfort, con ryokan e pasti kaiseki, sale facilmente a 20000 yen o più al giorno. Io ho optato per una via intermedia, combinando templi con budget hotel nelle città più grandi.
Come arrivare a Shikoku: voli diretti da Tokyo o Osaka per Takamatsu, Tokushima o Matsuyama, oppure traghetti. Muoversi è la parte più complessa: molti pellegrini noleggiano un'auto, che è la soluzione più flessibile ma costosa e stressante per parcheggi. Io ho usato i bus locali e qualche treno, ma la frequenza è scarsa e bisogna pianificare ogni giorno. Alcuni tratti li ho fatti a piedi, ma in un mese intero a giugno ho percorso circa 700 chilometri di sentieri e strade secondarie. Per chi ha meno tempo, l'auto rimane l'unica opzione sensata.
Il tempo necessario: a piedi servono dai 40 ai 60 giorni, a seconda del passo e delle deviazioni. In auto si può fare in 12-14 giorni, ma si perde il senso del pellegrinaggio lento. Una via di mezzo è la bicicletta, che impiega circa 20-25 giorni. Io ho combinato bus e camminate in 35 giorni, ma avrei voluto avere più margine.
Un aspetto che mi ha deluso? La monotonia di alcuni templi. Dopo una trentina, molti sono simili: lo stesso layout, le stesse statue, lo stesso rituale di timbri e preghiere. Il caldo di luglio poi è spietato, con umidità al 90% e zanzare ovunque. Inoltre, alcuni templi sono in zone industriali o lungo strade trafficate, togliendo la magia che ci si aspetta.
Un consiglio che non trovi nelle guide: portati un piccolo quaderno extra per i timbri. Il libro ufficiale (nokyocho) costa 1500 yen e ha spazio per 88 timbri, ma molti templi offrono timbri speciali per il retro o per altri scopi, e se arrivi con il libro già pieno per sbaglio, rischi di perdere una memoria. Io ne ho preso uno bianco aggiuntivo per i 24 templi bangai (quelli fuori dal percorso principale) e per i timbri di alcuni santuari shinto che incontrano. Funziona benissimo e non te lo dice nessuno.
In generale, il pellegrinaggio di Shikoku è un'esperienza che consiglio a chi cerca un viaggio lento e introspettivo, ma va affrontato con realismo: non è una vacanza rilassante, è un impegno logico e fisico. Chi ha poco tempo o non ama la ripetitività farebbe meglio a scegliere un itinerario più breve, come il circuito di Kyoto. Ma per me è stata una delle cose più autentiche del Giappone.