🗺️ Itinerario

Siviglia: flamenco e tapas nei vicoli di Santa Cruz

Siviglia: flamenco e tapas nei vicoli di Santa Cruz. Ecco l’itinerario che ho messo a punto per luglio: tre giorni pieni, con un budget medio (circa 600 euro a testa, volo escluso). Si arriva all’aeroporto di San Pablo, poi un bus navetta che in 35 minuti porta in centro. Per muoversi dentro la città si cammina quasi sempre, ma per il parco di Maria Luisa o l’Alcazar un tram o autobus fanno comodo. Il tempo minimo per vedere le cose principali è due giorni, ma tre permettono di assaporare l’atmosfera senza correre.

Giorno 1: arrivo a metà mattina, check‑in in un hotel vicino alla Cattedrale. Subito a piedi verso Santa Cruz, il quartiere ebraico. Si vagola senza meta tra vicoli stretti e piazzette con aranci amari. Una sosta al bar Las Teresas per tapas di jamón serrano e tortilla de patatas – pieno di gente del posto, prezzo giusto. Pomeriggio dedico un paio d’ore all’Alcazar (biglietto 13 euro, prenotazione obbligatoria). La sera, per il flamenco, ho evitato i tablao turistici e sono andato al Café del Duende, un locale piccolo in Calle San Vicente: spettacolo alle 21, 15 euro con una consumazione. Il suono della chitarra e il battito dei tacchi risuonano tra antiche tegole, molto autentico.

Giorno 2: mattina in Cattedrale e salita sulla Giralda (poco più di 10 euro). La vista da lassù ripaga la fatica. Poi giro per il quartiere di Triana, oltre il fiume Guadalquivir, famoso per le ceramiche e le tapas di pesce. Pranzo da El Baratillo, una friggitoria storica. Nel pomeriggio, parco di Maria Luisa con la Plaza de España, ma il caldo di luglio rende la passeggiata quasi insopportabile. Un aspetto negativo: l’afa dentro la città è spossante, e la folla in Santa Cruz a metà pomeriggio toglie un po’ di incanto. Meglio girarlo all’alba o dopo cena.

Giorno 3: ultimo giro nei dintorni di Santa Cruz, compresa la chiesa del Salvador. Poi scalo a un mercato di quartiere, come il Mercado de la Encarnación, per una selezione di olive e formaggi. Nel pomeriggio, volo di ritorno. Un consiglio che non trovi sulle guide: per mangiare tapas economiche e buone, allontanati di due isolati dalle strade principali di Santa Cruz. In Calle Mateos Gago i prezzi salgono, meglio seguire gli operai che pranzano in laterali come Calle Boteros.

2 Commenti

per partecipare alla discussione

NO
nomadico_82

Ci sono stato a luglio: quel caldo soffocante rende stupido ogni itinerario pedonale.

Sì, il caldo è una bastardata a luglio. L'unico modo per sopravvivere è fare come i locali: pausa all'ombra ogni due passi e tanta acqua. Se poi becchi un bar con l'aria condizionata e una birra gelata, la città cambia completamente.