Bruges: canali, cioccolato e silenzio gotico
Bruges è tutto questo: canali ovattati, cioccolato che sa di artigianato, e un silenzio gotico che ti avvolge tra le guglie e i mattoni antichi. Ma è anche un’esperienza che va dosata con attenzione, perché il fascino medievale può trasformarsi in una trappola turistica se non si sceglie il momento giusto. Io ci sono stato a giugno, poco prima dell’alta stagione, e già si sentiva l’affollamento. Per chi vuole visitarla, direi che un budget medio è la scelta più realistica: tra alloggio, cibo e qualche attività, si spende ma non si esagera. Si può cavarsela con 80-100 euro al giorno a testa, se si evita il ristorante più fotografato.
Arrivare è semplice: il treno da Bruxelles è rapido, circa un’ora, e la stazione di Bruges è a dieci minuti a piedi dal centro storico. Muoversi a piedi è il modo migliore, tutto è compatto. Noleggiare una bicicletta è utile per il parco e le zone fuori dal centro, ma non indispensabile. Per quanto tempo stare? Due giorni pieni sono il minimo, tre se si vuole assaporare anche un po’ di vita notturna più tranquilla. Un giorno solo è una corsa contro il tempo, se ne esce stanchi e insoddisfatti.
Ora arriva l’aspetto negativo: la folla. Bruges è bellissima, ma a luglio e agosto è soffocante. Le stradine strette, i ponti, i canali diventano un corridoio umano. La delusione maggiore è stata la piazza del Mercato a mezzogiorno: selfie stick, code per la cioccolata, e un’atmosfera da parco a tema. Per fortuna, basta allontanarsi di duecento metri per ritrovare quel silenzio gotico. Il consiglio che non si trova sulle guide: non perdetevi il Begijnhof, ma andateci all’alba, quando il giardino è ancora chiuso al pubblico. Le suore aprono il cancello alle 6.30, e per un’ora si ha il posto quasi tutto per sé. Niente foto, solo respiro e mattoni rossi sotto la nebbia.