Stoccolma: design, arcipelago e prezzi da capogiro?
Sì, ma c’è modo di non farsi spellare. Stoccolma è bella, ordinata, piena di design ovunque, persino nei tombini. Però il portafoglio piange. Budget medio-alto, quasi caro: una birra in centro costa come un aperitivo a Milano, ma senza l’oliva. Per mangiare, meglio i market e le insalate pronte. Un panino? 15 euro, minimo. Un ostello dignitoso? 50-60 euro a notte. Hotel carino? Vai sui 150-200.
Arrivare è semplice: volo low cost fino a Skavsta o Arlanda, poi Arlanda Express costa uno sproposito, meglio il bus FlixBus o il pendolare. Muoversi con la metro è un’esperienza: le stazioni sono opere d’arte, ma i biglietti costano e la validità è corta, conviene la card turistica se si sta almeno tre giorni.
Per visitare, 3-4 giorni sono sufficienti: Gamla Stan, Djurgården, il Vasa Museum (che è una figata, ma anche una trappola per turisti: file infinite a luglio). L’arcipelago merita, ma è una delusione se non si prende il traghetto giusto: quello turistico costa e fa solo tre scali, la gente scende, si annoia e risale. Meglio il battello pubblico, si va a Vaxholm e si mangia un’aringa in pace.
Un consiglio che non trovi sulle guide: il bar Tak sul tetto di un palazzo a Norrmalm. Non è scontato, costa come un cocktail a Milano, ma al tramonto la vista è pazzesca e non c’è ressa. E no, non è pieno di turisti, solo qualche svedese con la camicia di lino.