Thailandia: Bangkok, canali e templi d'oro
Thailandia: Bangkok, canali e templi d'oro? Sì, tutto vero, ma anche un cantiere permanente e un traffico che ti fa rimpiangere il raccordo anulare a Ferragosto. Budget: da medio a caro, se non vuoi mangiare cibo da strada ogni giorno e schivare motorini sui marciapiedi. Per arrivare ci sono voli diretti da Roma, dentro ci si muove meglio con il BTS Skytrain o il metrò, ma ignorare i taxi è da ingenui: almeno i tuk tuk sono un meme costoso. Tre o quattro giorni per vedere i templi principali e i canali sono il minimo sindacale, poi scappa verso sud.
La delusione? I canali, i khlong, sono per la maggior parte fogne a cielo aperto con barchette turistiche che ti spruzzano l'acqua marrone in faccia – il fascino del vero Bangkok, per carità, ma da qualche parte bisogna dirlo. Il consiglio che non trovi nelle guide vai a vedere Wat Rakhang all'alba, prima che arrivino i gruppi: nessuna coda, ombre lunghe e monaci che spazzano il cortile in silenzio. L'odore di incenso e fritto è autentico, non preparato per gli instagrammatori. La Bangkok patinata dei templi d'oro esiste, ma per capirla devi accettare che sotto la patina c'è una città che si arrabatta, sudata e rumorosa. Chi cerca solo cartolina resta deluso. Chi cerca macerie, profumi e soprusi urbani, torna a casa con qualcosa da raccontare.