Palermo: vicoli, mercati e street food
Palermo? Vicoli, mercati e street food sono il cuore della città, ma non solo. Ci sono stato più volte, e per chi vuole un'esperienza autentica il periodo migliore è la primavera o l'autunno. Luglio è torrido, l'umidità si sente e i mercati all'aperto diventano forni. Se si arriva ad agosto, meglio portare pazienza e molta acqua. L'aeroporto di Punta Raisi è ben collegato: il bus Prestia e Comandè porta in centro in circa un'ora, il treno è un po' più lento ma economico. Per muoversi a Palermo il centro si gira bene a piedi, ma per le zone più periferiche conviene l'autobus o il tram, anche se la frequenza non è sempre regolare. Il noleggio auto è sconsigliato per il traffico e la difficoltà di parcheggio.
Per quanto riguarda il budget, Palermo è una meta economica per gli standard italiani. Un pasto di street food si aggira sui 10-15 euro, una cena al ristorante può costare 25-35 euro a persona. L'alloggio in centro si trova a partire da 50 euro a notte per un B&B semplice, mentre per un hotel di media categoria si arriva a 100-120 euro. In generale, una spesa giornaliera di 60-80 euro è realistica per un viaggio con qualche sfizio.
Cosa non perdere: il mercato di Ballarò, caotico e vero, dove assaggiare arancina, pane e panelle, e pani ca meusa per i palati forti. La Vucciria la sera è un'altra cosa, più turistica ma con un'atmosfera elettrica. Da non saltare la cattedrale di Palermo e il Palazzo dei Normanni, ma la vera essenza sta nei vicoli attorno a piazza Carità. Per lo street food, cercare friggitorie senza insegna patinata.
Cosa evitare: i locali con menù tradotti in cinque lingue e camerieri insistenti sotto la Vucciria. Il cibo è spesso congelato e caro. Inoltre, nei mercati bisogna stare attenti a borse e portafogli, non perché sia pericoloso, ma per la calca. Un aspetto negativo che ho trovato è la sporcizia diffusa in alcune strade del centro storico e il rumore fino a tardi: Palermo è viva, ma non regala silenzio. Il traffico è un altro punto dolente, con motorini che sfrecciano ovunque.
Per visitare il centro storico bastano tre giorni, ma per includere Monreale e Cefalù servono almeno cinque. Un consiglio che non si trova sulle guide: svegliarsi alle sei del mattino e andare a Ballarò quando arrivano i camion dei prodotti ittici. L'energia dei pescivendoli e il profumo del pesce appena scaricato sono un'esperienza che pochi turisti vivono. E lì, in un angolo, un caffè d'orzo con un brioche con gelato al pistacchio è il miglior risveglio possibile.