Bora Bora: laguna turchese e lusso polinesiano
La laguna turchese e il lusso polinesiano di Bora Bora sono reali, ma solo per chi ha un budget molto alto e non si spaventa di fronte ai costi. Il volo da Milano comporta due scali (Parigi e Papeete) e poi un piccolo aereo fino a Bora Bora, con un costo complessivo che supera facilmente i 2000 euro a persona in questa stagione estiva; una volta sull'atollo, ci si muove principalmente con taxi boat o con i transfer degli hotel, perché non esiste un sistema di trasporto pubblico e le strade si contano sulle dita. Per visitare l'isola consiglio almeno sei giorni: due per adattarsi al fuso orario e superare lo jet leg, tre per esplorare la laguna e i motu circostanti, e uno per rilassarsi prima del ritorno. Il lato negativo è la sensazione di essere in una bolla artificiale: tutto è pensato per il turista benestante, i prezzi (un pranzo semplice può costare ottanta euro) e la mancanza di autenticità locale rendono l'esperienza stucchevole dopo il secondo giorno. Un consiglio che non si trova sulle guide è di prenotare un bungalow sul lato ovest dell'isola, dal quale il tramonto sull'acqua è visibile senza dover pagare un extra per una cena a lume di candela in ristorante; in questo modo si risparmia sul vitto serale e si gode lo spettacolo in privato. Chi cerca un viaggio profondo nella cultura polinesiana resterà deluso, perché qui l'unica attrazione è il paesaggio da cartolina, gestito con un'eleganza un po' fredda. La stagione da luglio a ottobre è la migliore per il clima, ma anche la più affollata e cara; per chi può, meglio evitare i resort over-water da cinquemila euro a notte e puntare su guest house a prezzi più umani, ma si perde il lusso patinato che molti cercano. In definitiva, per un viaggiatore abituato all'alta gamma Bora Bora soddisfa, ma con riserva: l'esperienza è più estetica che sostanziale.