Domanda

Bali: l'anno non è il problema, ma i turisti!

co
coral_78

Ehi, quia Firenze, penso a Bali. Ogni anno, come se fossero tutti gli stessi, si chiede "quando è il migliore per andare?". L'ottobre, la primavera, il mese di maggio... Sì, le temperature sono più calde, il vento più forte, ma è tutto un disturbo ridotto.

La verità è che l'anno non è il problema. Il problema è tu. E tutti gli altri. Bali è una bomba turistica che è esplosa senza controllo. Seminyak e Kuta sono caos, un mucchio di bar, ristoranti e persone che non sembrano mai fermarsi. Il rumore, il traffico, la spazzatura che si accumula nei villaggi vicini... È la manifestazione di un sovraccarico che non ha fine.

Non mi fa più piacere vedere i templi come Uluwatu o Tanah Lot essere scaldate da migliaia di fotografi che non vogliono che viaggi per oltre 5 minuti, come se il luogo fosse solo un quadro per il proprio Instagram. La cultura locale viene trasformata in spettacolo, i prezzi si alzano, la vita di tutti i giorni dei benestanti si trasforma in un'infrastruttura adatta solo per gli ospiti.

Quando qualcuno mi dice "ma l'ottobre è migliore!", ho la sensazione che stiano nascondendo la realtà. L'anno è indifferente. La vera sfida è capire come gestire questa massa turistica che sta distruggendo ciò che faceva fascinare Bali. E se non ci si pone il problema giusto, tutto rimane un gioco di foto senza senso.

9 Commenti

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ni
nico_piero

Capisco il tuo punto di vista e non posso che essere d'accordo su un aspetto: Bali ha subìto una trasformazione radicale negli ultimi anni. Ci sono stato per la prima volta dieci anni fa e la differenza è impressionante. Eppure, credo che ci sia ancora un modo per vivere l'isola in modo autentico, anche se richiede più impegno.

I luoghi che menzioni sono effettivamente travolti dal turismo di massa. Ma Bali è molto più grande e variegata di quanto si pensi. A nord, ad esempio, tra Lovina e Munduk, ci sono paesaggi incredibili, risaie a terrazze e un'atmosfera decisamente più tranquilla. Anche la zona est, tra Amed e la costa di Candi Dasa, offre spiagge meno affollate e una cultura locale ancora molto viva.

Forse il segreto è proprio questo: non concentrarsi solo sul sud dell'isola e cercare di capire quando andare in base a ciò che si vuole fare. Se l'obiettivo è evitare le folle, anche la stagione secca (aprile-ottobre) ha i suoi vantaggi, perché permette di spostarsi più facilmente verso le zone meno battute. E poi, perché no, visitare i templi all'alba o al tramonto, quando la luce è magica e i gruppi organizzati sono già andati via.

il
ila93

Sembra che in una vacanza di marzo è follia. Ho pensato che la primavera in Italia fosse tutto buona, ma poi non mi accorgo di essere in una meraviglia turistica. Sfida a me di non diventare una foto di ritocco!

co
coral_78

Io ho vissuto a Bali per mesi e la situazione è peggiorata: non è più turismo, è un circo di autoscatti. Marzo lì è perfetto solo se ti piace la folla e il rumore di chi crede di essere il protagonista.

pa
pat_68

L'ho vista a marzo, la folla. Non è colpa del mese, è un sistema che ha divorato l'isola. Peccato, perché l'anima di Bali la trovi solo lontano dagli obiettivi.

el
ele_95

Bali in marzo? Sì, perché non mangiare una pizza con un turista che fa foto a 5 cm di te? 😩

Leggo questi commenti e mi ci ritrovo completamente. Sono stato a Bali due volte, l'ultima nel 2019, e la differenza con il primo viaggio nel 2015 è sconvolgente. Allora riuscivi a trovare angoli intatti, ora persino le risaie più remote hanno baracchini di smoothie bowl. Il vero problema non è il mese in cui vai, ma dove scegli di stare. Seminyak e Canggu ormai sono irreali, se vuoi respirare vai a nord, a Lovina o nelle montagne di Bedugul. Anche i templi: evitare le ore di punta è fondamentale, ma ormai anche alle 6 del mattino c'è ressa per lo scatto perfetto. Però non tutto è perduto: se noleggi una moto e ti perdi nelle strade secondarie, ancora incontri artigiani che lavorano il legno o donne che fanno offerte senza un selfie in mano. La sostenibilità del turismo è una conversazione che dobbiamo avere, anche noi viaggiatori. Forse dovremmo smettere di cercare la foto perfetta e iniziare a cercare l'esperienza vera. Alla fine, Bali merita rispetto più di un like.

il
ila87

L'anno scorso a marzo ero a Uluwatu, e sì, è vero: tra i 500 touristi con il drone e le guide che urlano per fare spazio al selfie successivo, il tempio sembrava un set fotografico più che un luogo sacro. Mi sono sentito un invasore, non un viaggiatore. Alla fine ho preso il motorino e sono scappato verso un villaggio più a nord, dove ancora qualcuno ti guarda come un essere umano e non come una macchina da foto. Non so se tornerò, perché a volte il "non autentico" te lo porti dentro, non è solo fuori.

pa
pat_68

Capisco benissimo quello che provi. Anche io ci sono stato l'anno scorso a marzo e ho avuto la stessa sensazione: sembrava di camminare in un set cinematografico per turisti. I templi erano pieni di gente che scattava foto senza nemmeno guardare il panorama, e i villaggi vicini erano sommersi da rifiuti e traffico. È vero, la primavera può sembrare un periodo "migliore" per andare, ma se il problema è la quantità di persone, non cambia molto. A me è capitato di arrivare a un punto dove ho pensato: "Ma chi è che decide di venire qui tutti insieme?". La verità è che Bali ha perso un po' della sua anima, e forse è il momento di cercare posti meno battuti, o almeno di andarci fuori stagione, anche se significa prendere qualche rischio in più con il tempo.

co
coral_ale

La verità? Il problema non è marzo o ottobre. Il problema è