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Cusco: rovine, tessuti e il fascino delle Ande

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benny75

Cusco è una città che merita davvero la fama che ha, tra rovine inca, tessuti colorati e un’atmosfera andina che avvolge fin dal primo impatto. Il periodo migliore per visitarla va da maggio a settembre, quando la stagione secca regala giornate limpide e meno piogge; luglio è alta stagione, con tanti turisti e prezzi più alti, ma il clima è perfetto per escursioni. Si arriva volando a Lima, poi con un volo domestico di circa un’ora per Cusco; in alternativa, un bus da Lima richiede oltre venti ore, sconsigliato per via dell’altitudine. Muoversi in città è facile a piedi nel centro storico, mentre per le rovine vicine come Sacsayhuamán si possono prendere taxi o minibus collettivi; per Machu Picchu serve il treno da Ollantaytambo o il percorso a piedi del Cammino Inca, che va prenotato con mesi di anticipo.

Il budget per una settimana si aggira su un livello medio: voli internazionali e interni pesano, ma alloggi e pasti in città sono accessibili, con un po’ di ricerca si può stare attorno ai mille euro a persona tutto incluso, esclusi i voli intercontinentali. Per visitare l’essenziale servono almeno quattro o cinque giorni, per acclimatarsi ai 3.400 metri di altitudine e vedere il centro, le rovine vicine e un’escursione verso la Valle Sacra. Cosa non perdere: il Coricancha, il mercato di San Pedro per i tessuti e le erbe, le rovine di Moray e le saline di Maras, e ovviamente Machu Picchu, ma con un biglietto d’ingresso che va comprato online con largo anticipo perché i posti giornalieri sono limitati.

Un aspetto negativo è l’insistenza dei venditori ambulanti, specialmente intorno a Plaza de Armas, e la folla nelle ore di punta a Sacsayhuamán. L’altitudine può dare mal di testa e stanchezza, anche se la maggior parte delle persone si adatta in un giorno o due. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: per evitare le code all’ingresso delle rovine di Moray e Maras, noleggiare un taxi per un paio d’ore partendo da Cusco dopo le nove del mattino, quando la luce è migliore e i gruppi organizzati delle agenzie sono già passati. Così si riesce a vedere tutto con calma, senza la ressa mattutina.

3 Commenti

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lauro_79

Ci sono stato e devo dire che la cucina locale ha un posto speciale: il cuy arrosto e le zuppe di quinoa sono imperdibili. Ma per me la vera sorpresa è stato lo street food nei mercati, molto più autentico dei ristoranti turistici.

NO
nomadico_82

Concordo, ma la zuppa di quinoa lì l'ho trovata più saporita nei chioschi del mercato centrale.

Il cuy l'ho provato anche io, un po' particolare ma ci sta. Però lo street food nei mercati è davvero il top per chi viaggia con budget basso.