Triora: streghe, leggende e autunno in Liguria
Sì, il titolo dice tutto: Triora è il borgo delle streghe, ma l'autunno è il periodo giusto per vivere le leggende senza folklore da cartolina. Sto organizzando una gita per ottobre, quando le luci si accorciano e il paese si avvolge in una nebbia che sembra fatta apposta per il tema. Non ci sono ancora stato, ma ho letto molto e ho già fissato l'itinerario, quindi vi racconto cosa ho scoperto.
Budget medio. Ho trovato un B&B a circa 70 euro a notte per due, colazione inclusa. Per la cena, una trattoria del posto con menù fisso a 25 euro. Se si vuole spendere meno, ci sono agriturismi nelle frazioni intorno, ma senza macchina si è scomodi. Se si cerca il lusso, meglio ripiegare sulla costa, a Sanremo o Arma di Taggia, ma si perde il senso del borgo.
Arrivare non è difficile, ma richiede pazienza. In auto da Milano: A7 fino a Genova, poi A10 in direzione Ventimiglia, uscita Arma di Taggia. Da lì si sale per circa 20 chilometri di curve strette. Guida attenta, ma lo spettacolo delle vallate ripaga. In treno, il modo migliore è scendere a Taggia-Arma e prendere il bus che sale a Triora, ma le corse sono poche. Ho letto che in autunno alcuni giorni festivi il bus non passa proprio. Meglio la macchina. Muoversi a piedi nel borgo è l'unico modo, e va bene così.
Quanto tempo serve? Almeno un'intera giornata. Se si vuole fare anche il piccolo trekking verso le frazioni abbandonate o il museo con calma, meglio un weekend. Il paese in sé è piccolo, ma le leggende richiedono tempo. C'è un percorso dedicato alle streghe, con targhe e installazioni, e si snoda per le vie in salita. Ho visto la mappa online, sembra ben fatto.
Un aspetto che mi ha deluso leggendo i commenti recenti: il museo tematico è più piccolo di quanto ci si aspetti. Non è un vero museo, ma un allestimento in una stanza del palazzo comunale, con pannelli e pochi reperti. Non aiuta se cercate un'esperienza immersiva. La vera atmosfera è fuori, nelle stradine, nei portali di pietra, nei muri scuri. Ecco, il paese vive di suggestione; se arrivate con l'idea del parco a tema, rimanete delusi.
Consiglio specifico che non trovate sulle guide: andate al cimitero del paese al tramonto. Sembra strano, ma da lì si gode una vista sulla valle che non ha nulla da invidiare ai belvedere segnalati. Inoltre il muro di cinta ha delle pietre con incisioni particolari, probabilmente segni di lapicidi locali. Nessuna guida lo cita, e nell'ora del tramonto la luce radente le rende ben visibili. Portate una pila, perché i lampioni sono radi e in autunno fa buio presto.
Per il resto, la cucina locale merita: la pasta con le noci, le acciughe sotto sale, il pane di Triora. L'autunno porta anche i funghi, e molte trattorie li propongono nei menù. Non aspettatevi ristoranti raffinati, ma roba genuina. Un ultimo avvertimento: le salite sono impervie, anche il borgo più basso è su un crinale. Scarpe comode, non scarpe da città. E se piove, le stradine diventano scivolose. Ma l'autunno, con la pioggia leggera e le nuvole basse, è il momento perfetto per farsi raccontare la storia di quelle povere donne processate nel Cinquecento. Basta non avere fretta.