Santorini: tramonti, caldera e lusso senza tempo
Santorini è esattamente questo: tramonti da cartolina, caldera che toglie il fiato e un’idea di lusso che sembra senza tempo, ma la realtà è che tutto ha un prezzo e non è per tutti i portafogli.
Parto dal budget: caro, molto caro. Se si vuole vivere l’esperienza da cinque stelle con vista caldera, bisogna mettere in conto almeno quattrocentocinquanta euro a notte in alta stagione, e parlo di luglio, mese in cui scrivo. Io sono partito da Milano e ho speso cifre che non ripeterò per non sembrare uno spaccone, ma ho dormito in un resort a Imerovigli con piscina a sfioro direttamente sulla scogliera. Si può risparmiare? Forse, ma allora meglio lasciar perdere Santorini e andare a Naxos. Qui il lusso è il motivo per cui si viene, se si taglia troppo si resta con l’amaro in bocca.
Arrivare è semplice: da Milano Malpensa volo diretto con Aegean o Neos, circa due ore e mezza. In alternativa si fa scalo ad Atene e poi un volo interno di quaranta minuti. Il traghetto non lo consiglio, troppo lungo e scomodo d’estate. Muoversi sull’isola è il vero problema: le strade sono strette, il traffico impazzito e parcheggiare a Oia o Fira è un incubo. Il mezzo migliore è lo scooter o un quad, ma bisogna avere nervi saldi. I bus pubblici esistono ma sono pieni come sardine e non sempre puntuali. Noleggiare una macchina automatica costa almeno ottanta euro al giorno. Per me l’ideale è un mezzo a due ruote, ma solo se si è esperti.
Per visitare bene Santorini servono almeno quattro o cinque giorni. Tre sono stretti, si riesce a vedere l’essenziale ma senza godersi i tramonti con calma. Il mio itinerario ideale: due giorni a nord tra Oia e Finikia, un giorno intero per la spiaggia Rossa e quella Nera via barca, un giorno per una gita in nave alla vicina Thirasia, e un ultimo giorno per perdersi nei vicoli di Fira e Pyrgos.
Ora l’aspetto negativo, perché c’è sempre una delusione. La folla. Santorini a luglio è un formicaio umano, soprattutto a Oia al tramonto. La gente si accalca sulle scalinate, scatta selfie con i gomiti, e il silenzio che si immagina dalla cartolina non esiste. Ho passato una sera a Oia e me ne sono pentito: un caos infernale, ristoranti sovraffollati e prezzi gonfiati. Il lusso vero è altrove.
Un consiglio che non si trova sulle guide turistice: evitare Oia per il tramonto. Invece, andare a Imerovigli, sul sentiero che collega Fira a Oia. C’è un punto panoramico poco dopo la chiesa di Agios Georgios, con una vista sulla caldera e sul vulcano che non ha niente da invidiare a Oia, ma con il cinquanta per cento in men di turisti. Portarsi una bottiglia di vino locale e un plaid, sedersi su una roccia, e guardare il sole che scende mentre si sente solo il vento. Quello è il lusso senza tempo.