Mongolia: il fascino nascosto di Ulan Bator oltre i cliché turistici
Sono appena tornato da una settimana a Ulaanbaatar e mi sono convinto che la sua anima vera non sta nei grandi numeri del Museo di Storia Naturale o nel monastero di Gandan, anche se sono imperdibili. Il fascino, per me, sta nel gironzolare senza meta nei distretti residenziali di ger, dove la vita scorre tra tende tradizionali e palazzine di cemento, in un silenzio che ti avvolge nonostante la città sia capitale. Ho passato un pomeriggio al mercato di Narantuul, il "Black Market", non per comprare nulla, ma per osservare il brusio di un commercio autentico e caotico, lontano da ogni allestimento per turisti. La vera sorpresa è stata rendersi conto che, nonostante sia una metropoli, respiri una desolazione che ti prepara alla vastità della steppa, e quel contrasto, più di qualsiasi scenario da cartolina, mi ha colpito.