Trapani: la costa del sale tra storia e sapori
Trapani è esattamente la costa del sale, ma è anche una città dove la storia si intreccia con i sapori in modo naturale, senza bisogno di scenografie. Sono arrivato da Milano in aereo all'aeroporto di Trapani-Birgi: il volo diretto estivo è comodo e dura poco più di un'ora. In alternativa c'è Palermo, ma poi serve un'ora di autostrada. In città ci si muove benissimo a piedi, il centro è compatto e vivibile. Per le saline e la costa a nord, invece, l'auto a noleggio è quasi obbligatoria: i mezzi pubblici esistono ma sono radi e fermano lontano dai punti più belli.
Il periodo migliore è la tarda estate, settembre su tutti, perché il caldo di agosto è pesante e il vento di scirocco può essere fastidioso. Ma se si viene in agosto, il tramonto sulle saline compensa tutto. Il budget complessivo è medio: una cena con couscous di pesce e un buon bianco locale si aggira sui 30-35 euro, lo street food da bancarella costa molto meno, circa 8-10 euro a persona. Per dormire in un B&B carino in centro, in piena stagione, si spende tra gli 80 e i 100 euro a notte.
Cosa non perdere: il mercato del pesce la mattina presto, quando le barche scaricano ancora il tonno e le acciughe; la passeggiata fino alla torre di Ligny, con il mare che sembra quasi un lago da tanto è calmo; e naturalmente la riserva delle saline con i mulini a vento, che raccontano una storia antica fatta di fatica e commercio. Il museo del sale merita una visita, è piccolo ma spiega tutto il ciclo produttivo.
Cosa evitare: il tratto di lungomare vicino al porto commerciale, che è brutto, assolato e senza alcun motivo per fermarsi. Anche il parcheggio in centro ad agosto è una piccola odissea, meglio lasciare l'auto fuori. Una delusione? La salina di Nubia è bella ma più contenuta di quanto ci si aspetti dalle fotografie: non è un paesaggio sterminato, e se si arriva con l'idea delle saline giganti del Mediterraneo si resta un po' spiazzati.
Per visitare la città bastano due giorni pieni. Con le saline, le tonnare e magari una mezza giornata alle Egadi, il conto sale a quattro o cinque giorni. Il consiglio che non troverete su nessuna guida