Valencia: l'orto e il mare, un connubio perfetto
Sì, Valencia è esattamente questo: un orto rigoglioso che scivola nel mare, e chi cammina dalla città giardino fino al lungomare lo capisce subito. L'ho girata a piedi e in bici, e il contrasto tra l'umidità dell'horta, con gli aranci e gli ortaggi, e la brezza salata della Malvarrosa è qualcosa che non avevo mai provato altrove. Per il budget, direi medio-economico: si mangia benissimo con dieci euro se si evita il centro turistico, e gli alloggi in quartieri come Ruzafa o Gran Vía costano meno di quanto pensassi. Arrivarci è semplice, sia in aereo dall'aeroporto con la metropolitana, sia in treno dalla stazione del Nord; muoversi poi è una pacchia con la rete metro e le piste ciclabili ben fatte, anche se d'estate la bici sotto il sole è dura. Per visitarla bene servono almeno quattro giorni, uno solo per i musei e due per perdersi tra i mercati e le spiagge. Il lato negativo? L'afa di agosto, che alle tre del pomeriggio rende ogni passo pesante: meglio fare la siesta come fanno loro. Un consiglio che non trovate sulle guide: la spiaggia di El Saler è bellissima, ma il vero posto è il bosco della Devesa dietro, dove alle sette di sera si respira un silenzio assurdo e si vede la laguna con i fenicotteri. Portatevi una borraccia, perché lì non c'è nulla.