Caltavuturo: quando il GPS ti porta nel nulla cosmico?
Sì, Caltavuturo è esattamente il punto in cui il GPS si arrende e inizia a suggerirti di comprare un trattore per andare avanti.
Budget: economico, quasi ridicolo. Un caffè costa quanto un pacchetto di caramelle e il pranzo te lo porti da casa perché i ristoranti, quando ci sono, chiudono per ferie a caso. Per arrivare, serve un'auto: da Palermo si prende la A19, si esce a Scillato, e poi si sale su una strada che sembra disegnata da un ubriaco con il gesso. Muoversi? A piedi, perché il paese è un labirinto di vicoli larghi uno sputo. Tempo necessario: mezza giornata, a meno che tu non voglia contare ogni formica sulla piazza principale.
La delusione è che la piazza del paese, meta di molti wanderlust improvvisati, è desolata. I bar chiudono alle 16, i negozi sono una scommessa e il silenzio è rotto solo dal rumore di qualche motorino. Il consiglio fuori dalle guide: sali fino al Santuario dello Spirito Santo, ma fallo a fine agosto, perché c'è una sagra talmente poco conosciuta che trovi più cavalletti di segnaletica che partecipanti. Io ci sono stato il 6 agosto: faceva un caldo che squagliava il cemento, e l'unico rumore era il mio stomaco che brontolava per la mancanza di un aperitivo decente.