Jebel Toubkal: l’escursione che smentisce le guide?
Sì, perché l'escursione al Jebel Toubkal smentisce le guide, ma non nel modo che ci si aspetta: il problema non è la difficoltà, è la folla, e nessuna guida cartacea dice quanto possa essere assurda in alta stagione. Il budget è medio, diciamo che con volo, transfer, alloggio a Marrakech e un paio di notti al rifugio si spendono cifre oneste, ma non si muore di fame. Si parte da Marrakech in taxi condiviso verso Imlil, poi si prosegue con un fuoristrada o a piedi, dipende dalla gamba; il sentiero è chiarissimo, impossibile perdersi, ma la vera salita inizia al rifugio CAF. Servono almeno tre giorni se si vuole fare con un minimo di criterio: uno per arrivare a Imlil e salire al rifugio, uno per la vetta e il ritorno, uno di margine per il meteo o per le gambe. La delusione vera è arrivare in vetta e trovare decine di persone che fanno selfie come fossero al centro commerciale, eppure il paesaggio dell’Atlante resta qualcosa di potente, per niente addomesticato. Un consiglio che non trovi da nessuna parte: partire dal rifugio alle due di notte, non alle quattro come fanno tutti, non per l’alba ma per avere la cima quasi deserta e scendere prima che il sole martelli sulla pietra. E portare l’acqua in abbondanza, perché le sorgenti lungo il percorso sono poche e sporche, anche se le guide locali ti giurano il contrario.