Montecarlo: il glamour senza tempo tra casinò e yacht
Montecarlo è esattamente quel mix di lusso e spreco che mi aspettavo, un posto dove il glamour sembra congelato in una bolla fuori dal tempo. Il casinò brilla di una luce artificiale che incanta, gli yacht ormeggiati nel porto di Hercules sembrano giocattoli di miliardari annoiati. È tutto così patinato che a tratti stanca, ma confesso che camminare lungo il Boulevard des Moulins con i negozi di lusso ha un fascino strano.
Il budget per Montecarlo è decisamente caro. Non si scappa: un caffè al Café de Paris costa come un pranzo a Milano, e una stanza in hotel con vista costa una follia. Però non serve per forza essere milionari per godersela. Io ho scelto di alloggiare a Beausoleil, un paese attaccato al confine, e la differenza di prezzo è stata netta. Così ho potuto concedermi una cena al Louis XV senza sensi di colpa.
Arrivare da Milano è semplicissimo. Ho preso il TGV da Milano Centrale a Nizza, poi un breve tragitto in treno regionale fino a Montecarlo. In totale circa quattro ore e mezza, comodo e senza stress. Se si ha fretta, ci sono voli low cost per Nizza e poi navetta, ma per me il treno resta la scelta migliore. Una volta lì, tutto è a portata di piedi: il centro è compatto, si cammina dal casinò al porto in dieci minuti. I taxi sono costosissimi, meglio usarli solo per portare le valigie. Per spostarsi nel Principato o andare a Mentone, i bus urbani funzionano bene.
Per visitare bene Montecarlo, due o tre giorni sono sufficienti. Il primo giorno dedicato al casinò e ai giardini, il secondo al museo oceanografico e al vecchio Monaco, il terzo per girare il porto e rilassarsi. Non serve di più, perché la città è piccola e dopo un po' tutto sembra una ripetizione dello stesso lusso patinato.
Il lato negativo? Forse proprio la mancanza di autenticità. Ho avuto la sensazione di essere in un parco a tema per ricchi, dove la vita reale è nascosta dietro le facciate impeccabili. La gente è cortese ma distante, e a volte il sorriso sembra obbligato. Un'altra delusione è il casinò: se non si è clienti abituali, le sale da gioco sono piccole e affollate di turisti che fanno foto ai tavoli. Il vero fascino di Montecarlo è più nelle vetrine e nei volti di chi ci vive che nei luoghi iconici.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: salire al giardino esotico di Monaco. Non è famoso come il casinò, ma la vista sulla città dall'alto vale il biglietto. E la sera, invece di cenare nei ristoranti del porto, cercare un piccolo indirizzo nella zona del Marché de la Condamine. Si mangia semplice e genuino, lontano dal rumore degli yacht. È l'unico angolo dove ho respirato un'atmosfera vera.