Bora Bora: l'atollo del lusso nel Pacifico
Bora Bora è l'atollo del lusso nel Pacifico, a patto di sapere cosa si cerca. Io ci sono stato la prima volta quasi per caso, e ho capito subito che questa è una di quelle mete dove si paga per l'esclusività, non per la sostanza. Il periodo migliore è tra maggi e ottobre, quando il clima è più secco e i monsoni lontani. Da Milano si arriva con un volo lungo fino a Papetee (Tahiti), poi un piccolo aereo o un traghetto veloce per l'atollo. Muoversi sull'isola è semplice: taxi acquei, biciclette o golf cart, ma noleggiarli cost una fortuna. Il budget è decisamente caro: un soggiorno di cinque notti in un resort overwater con voli e trasferimenti parte da circa 5.000 euro a persona, e per cenare fuori si spende senza batter ciglio. La delusione più grande? L'acqua turchese è spettacolare, ma i coralli visti dal vivo sono in parte sbiancati, e la barriera corallina non è più quella di una volta. Inoltre, molte attività organizzate sono sovraffollate e costose. Cosa non perdersi: una giornata in barca con pranzo sui motu (isolotti) lontani dal resort, e la vista dal monte Otemanu all'alba. Un consiglio che non troverai nelle guide: invece di limitarti al ristorante dell'hotel, cerca la piccola bancarella di poisson cru sulla strada che porta al villaggio di Vaitape; lo fanno marinato con latte di cocco e lime, e costa un decimo rispetto al resort. Per visitare decentemente l'atollo, contaci almeno quattro notti, ma non di più: dopo il terzo giorno comincia a ripetersi tutto.