Bangkok: quando il traffico diventa un safari urbano?
Certo che sì, a Bangkok il traffico è un safari urbano con tanto di specie protette: tuk-tuk che sgomitano, motorini che ti sfrecciano a un millimetro e autisti di taxi che sembrano piloti di rally. Il budget è medio, ma se si mangia street food e si dorme in zona Khao San si può scendere a economico, mentre gli hotel lungo il Chao Phraya fanno lievitare il conto verso il caro. Per arrivare si atterra a Suvarnabhumi o Don Mueang, poi BTS Skytrain è l'unico modo per non impazzire nel traffico, anche se non copre tutta la città; per il resto meglio Grab che i taxi tradizionali. Tre o quattro giorni bastano per vedere templi, palazzo reale e mercato galleggiante, ma se si vuole esplorare anche Chinatown e la vita notturna, una settimana è il minimo. La delusione più grande è stato il caldo umido a fine pomeriggio: sembra di respirare minestra e i templi diventano saune. Un consiglio che non troverete sulle guide è di portarsi una sciarpa leggera per il Wat Pho: a volte danno un pareo ma è spesso malandato e si suda come cavalli.