Palermo: la capitale del gusto tra mercati e palazzi
Palermo merita il titolo di capitale del gusto perché qui il cibo è ovunque, dai mercati storici ai palazzi nobiliari che ospitano caffè e pasticcerie. Il periodo migliore resta la primavera o l'inizio dell'autunno; ad agosto il caldo è pesante, ma la vita notturna compensa. Si arriva con l'aereo al Falcone-Borsellino, poi un bus o il treno portano in città in meno di un'ora. Una volta lì, il centro si gira a piedi, e per il resto i bus urbani funzionano bene, anche se con ritmi lenti.
Per il budget, è una destinazione economica: con una quindicina di euro si mangia benissimo per strada, tra panelle, arancine e sfincione. Nei ristoranti si spende di più, ma mai come a Milano o Roma. Per una visita completa del centro servono almeno tre giorni, quattro se si vuole respirare l'atmosfera senza fretta.
Da non perdere: il mercato di Ballarò la mattina presto, quando i banchi si riempiono di pesce e verdure; il Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina, assolutamente magnifica; e la Cattedrale, che da fuori sembra un'architettura confusa ma racconta mille anni di storia.
Le cose da evitare? I ristorantini proprio davanti alla Cattedrale, con menù tradotti e prezzi gonfiati. E io eviterei di guidare nel centro storico: è un caos di sensi unici e parcheggi impossibili. La delusione più grande, invece, è la sporcizia in alcune zone, tra Ballarò e la Vucciria, dove la cartaccia si accumula nonostante la bellezza dei vicoli.
Un consiglio che non trovi nelle guide: salire sul tetto del Teatro Massimo. Non basta il giro turistico interno. Con un biglietto dedicato si arriva sulla sommità e si vede Palermo dall'alto, con le cupole e il mare. È una prospettiva che nessun itinerario classico include, e vale il prezzo.