Lisbona: il tram 28 è un giro sulle montagne russe urbane?
Sì, ma è più simile a un ottovolante con i sedili in legno e la colonna sonora di clacson arrabbiati.
Ho fatto il giro completo aggrappato al palo come se la mia vita dipendesse dalla presa. Spoiler: la mia vita non dipendeva dal palo, ma il portafoglio sì. Il 28 in agosto è un’esperienza che consiglio solo a chi ha un’ottima assicurazione sanitaria e un pessimo istinto di sopravvivenza.
Parliamo di soldi: Lisbona è nella fascia media. Tre euro per un caffè, dodici per un piatto di bacalhau, e il tram costa tre euro. Vale ogni centesimo, se si evita il borseggio. Arrivo dall’aeroporto con la metropolitana, veloce e dignitosa, poi si gira a piedi perché le salite sono gratis e fanno sentire vivi quanto un calcio negli stinchi.
Per visitare la città servono tre giorni. Quattro, se si vuole passare il quarto a piangere sulle scale di Alfama.
La delusione? La folla. Il 28 è diventato un parco a tema dove i locali scappano e i turisti si pigiano come sardine. Ho visto una signora spintonare un uomo per un posto a sedere. Brutale.
Consiglio che non trovate nelle guide: prendere il tram al capolinea di Campo Ourique alle otto del mattino. Si entra da dietro, si sta seduti e il giro si gusta come un pastel de nata caldo. Alle dieci è un incubo con le ruote.