Nara: cervi sacri e templi dove il tempo si ferma
Nara è davvero un luogo dove i cervi sacri e i templi antichi creano un'atmosfera senza tempo, ma con qualche sorpresa. Ci sono stato a luglio di quest'anno, in piena estate, e il caldo umido si appiccica addosso mentre cammini tra i vialetti del parco. I cervi sono ovunque, si avvicinano fiduciosi, inclinano la testa per chiedere i cracker che vendono a ogni angolo. È quasi ipnotico, sembra di essere finiti in una cartolina di un altro secolo.
Il budget per una giornata intera si aggira sul medio: biglietti per i templi principali, un pasto frugale e i trasporti da Kyoto costano circa 60-70 euro a testa. Se si vuole risparmiare, si può portare un bento e limitare le entrate, ma il Todaiji e il Kasuga Taisha meritano il prezzo del biglietto. Per arrivare, da Kyoto o Osaka si prende la linea Kintetsu o JR, una trentina di minuti di treno locale. A Nara ci si muove a piedi, tutto il centro storico è compatto, ma il bus navetta per il tempio Horyuji (fuori mano) è utile se si ha tempo extra.
Per visitare il cuore della città bastano dalle sei alle otto ore, ma ho visto gente che si ferma due giorni per esplorare i templi minori e i giardini. Il mio aspetto negativo è l'affollamento: d'estate il parco è un formicaio di turisti, e i cervi, abituati a ricevere cibo, diventano petulanti. Ti mordicchiano i vestiti, alcuni ti inseguono se sentono il fruscio dei cracker. Non è pericoloso, ma stanca. Inoltre, il tempio Todaiji, con la sua statua del Buddha gigante, è talmente grande che ci si sente persi, ma la folla smorza la sacralità.
Un consiglio che non trovi sulle guide: visita il piccolo tempio di Shin-Yakushiji, nascosto dietro una stradina secondaria. È quasi deserto, l'atmosfera è autentica, e il giardino di muschio è un tappeto verde dove il rumore della città si spegne. Porta un ventaglio, l'aria condizionata non arriva ovunque. Andare al parco alle sette del mattino, prima che arrivino i gruppi organizzati, regala un silenzio che sembra irreale, con i cervi che pascolano senza assillare.