Marmolada: escursioni d'autunno tra ghiacciai e foreste
La Marmolada per escursioni d'autunno tra ghiacciai e foreste è una scelta che va meditata con attenzione, perché il periodo offre colori spettacolari ma anche condizioni meteorologiche variabili e qualche insidia concreta. Per quanto riguarda il quando, settembre è il mese ideale: le temperature sono ancora miti sotto i duemila metri, i larici iniziano a tingersi di giallo e oro, e i sentieri non sono affollati come in piena estate. Ottobre può regalare giornate limpide ma anche nevicate improvvise sopra i duemila e cinquecento metri, quindi meglio puntare alla prima metà del mese.
Come arrivarci? Da Firenze si prende l'autostrada fino a Trento, poi si prosegue verso Belluno e si esce a Rocca Pietore. Da lì si sale in auto fino al passo Fedaia, dove parcheggiare costa una cifra non indifferente: sui venti euro al giorno. Chi vuole risparmiare può lasciare la macchina più a valle, a Malga Ciapela, e prendere la funivia, ma anche quella ha un prezzo sostenuto. Per muoversi sul posto, i rifugi sono collegati da sentieri ben segnati, ma senza auto propria diventa complicato raggiungere i punti di partenza del trekking. Conviene noleggiare una macchina o organizzarsi con il bus da Caprile, ma le corse sono poche e spesso piene.
Il budget generale è medio-alto: per un weekend completo, contando parcheggio, funivia, un pernottamento in rifugio e pasti, si spende non meno di duecentocinquanta euro a persona. Se si opta per un rifugio condiviso e ci si porta il pranzo al sacco, si può scendere a centocinquanta, ma siamo comunque lontani da un viaggio economico.
Cosa non perdere assolutamente: il giro attorno al ghiacciaio con la veduta dalla punta Penia, il sentiero delle trincee della Grande Guerra sul versante sud, e la passeggiata fino al lago di Fedaia all'alba, quando il silenzio è rotto solo dal ruscellamento dell'acqua. Un consiglio specifico che non si trova sulle solite guide: portare un paio di racchette da neve leggere anche a settembre, perché sui canaloni esposti a nord il ghiaccio vecchio può rendere scivolosi i passaggi, e la neve fresca a fine stagione non è rara. In molti rifugi le noleggiano, ma meglio averle con sé per non dover rinunciare a un tratto di percorso.
Cosa evitare: la spinta a voler fare tutto in un giorno. Il comprensorio è vasto e le distanze ingannano: se si sale fino a Punta Rocca e si vuole scendere a piedi fino a Malga Ciapela, servono almeno sei ore di cammino, e il sole tramonta presto in autunno. Meglio dedicare due giornate, o accettare di sacrificare qualche tappa.
Un aspetto negativo concreto: il ghiacciaio della Marmolada è in forte ritiro, e molte lingue di ghiaccio sono diventate instabili. I sentieri alti sono stati modificati, e qualche tratto è chiuso perché i crepacci si aprono anno dopo anno. La vista della morena grigia al posto del bianco scintillante è una delusione per chi immagina il paesaggio delle cartoline d'epoca. In autunno, poi, la nebbia può calare all'improvviso sulle creste, rendendo il panorama irriconoscibile. Per questo, partire all'alba è una mossa saggia: la mattina regala visibilità e colori, mentre il pomeriggio spesso porta nuvole.