Lago d'Orta: autunno tra vicoli e silenzi
Il Lago d'Orta in autunno è l'ideale per chi vuole vicoli silenziosi e meno casino estivo. Si va da fine settembre a metà novembre, quando le foglie cambiano colore e i turisti sono quasi scomparsi, sostituiti da qualche fotografo disperato.
Per arrivare: auto da Milano in un'ora e mezza (parcheggio a spargere, meglio lasciarla fuori dal centro). Oppure treno fino a Orta-Miasino e poi a piedi, se non hai voglia di litigare con la ZTL. Budget medio: non è economico come il Lago di Como, ma nemmeno regala nulla. Un pranzo modesto sui 20-25 euro, camera doppia in bassa stagione intorno ai 100 euro a notte. Per visitare il borgo e un giro in battello servono due giorni pieni, tre se vuoi fare il Sacro Monte con calma.
Cosa non perdere: la Piazza Motta con il suo silenzio irreale, la salita al Sacro Monte (patrimonio Unesco, e si vede) e un giro in traghetto fino a Pella o San Giulio, magari all'alba se sei masochista. Cosa evitare: il gelato artigianale a ottobre, che è una truffa termica, e le trattorie troppo pubblicizzate sui social, spesso piene di gente che fotografa il cibo invece di mangiarlo.
Un aspetto negativo? A novembre può calare una nebbia umida che trasforma tutto in un film horror, e mezza roba chiude. Consiglio che non trovi sulle guide: porta scarpe antiscivolo, perché i vicoli di Orta sono fatti di ciottoli che in autunno diventano piste da pattinaggio. E arriva in tarda mattinata al Sacro Monte: la luce è quella giusta, e i piccioni ti lasciano in pace.