Lione: affreschi e gastronomia d'autunno
Lione: affreschi e gastronomia d'autunno? La risposta è sì, a patto di non aspettarsi un foliage spettacolare come in Borgogna, ma un mix vincente di murales giganti e piatti che scaldano il cuore quando l'aria si fa frizzante.
Pianifico per ottobre o novembre, quando i mercati rionali come quello di Saint-Antoine traboccano di funghi, castagne e formaggi stagionati. Il clima è ancora godibile, con giornate fresche ma non rigide, e la folla estiva è svanita. Si arriva comodamente da Milano: voli diretti per Saint-Exupéry con compagnie low cost (da 40 a 80 euro a tratta in base al prezzo bagaglio), oppure TGV da Parigi in due ore. In città metro e tram funzionano bene, ma per i quartieri più autentici come Croix-Rousse conviene camminare: il sistema Vélo'v è economico e affidabile.
Il budget è medio-alto per una città francese: un pasto in un bouchon tradizionale costa sui 25-30 euro a testa bevande escluse, mentre per gli affreschi si spende zero. In totale, per un weekend lungo (3 giorni, 2 notti) si parte da 350-400 euro a persona volo incluso, ma salendo se si sceglie un hotel nel centro storico.
Cosa non perdere: il Parc de la Tête d'Or d'autunno, con i suoi viali alberati che diventano dorati, ma il fulcro è la Cattedrale di San Giovanni e il Vieux Lyon, dove ogni muro racconta una storia dipinta (Fresque des Lyonnais, Fresque de la Bibliothèque). Assolutamente da assaggiare la quenelle, una specie di gnocco di pesce in salsa di gamberi, meglio se in un bouchon come Le Musée. Poi l'ovvio: Place Bellecour e il Musée des Confluences se piace l'architettura contemporanea.
Cosa evitare: la maggior parte delle creperie in zona Presqu'île sono trappole per turisti, con prezzi gonfiati e cibo scongelato. Altro aspetto negativo: il traffico automobilistico assurdo dentro il tunnel della Croix-Rousse, meglio non noleggiare auto.
Un consiglio che non trovo sulle guide: il venerdì pomeriggio al mercato di Saint-Louis (nel quartiere di Vaise) si trovano bancarelle di prodotti locali a metà prezzo rispetto ai mercatini centrali, e si mangia un ottimo pain perdu salato con formagg di capra e miele. Per gli affreschi, il più famoso (Fresque des Lyonnais) è in Place de la République, ma il mio preferito è il Mur des Canuts, che cambia soggetto ogni pochi anni e si trova nel quartiere degli artigiani della seta.
Dedico almeno tre giorni pieni: uno per i murales a piedi tra Croix-Rousse e Vieux Lyon, uno per la gastronomia e i mercati, uno per il parco e il museo. Se si ha più tempo, una gita a Beaujolais per le prime vendemmie autunnali è un’aggiunta azzeccata.