Hydra: l'isola senza auto nel mar Egeo
Hydra è davvero un'isola senza auto, e questa è la sua caratteristica più affascinante e anche la sua unica vera sfida logistica. L'assenza di veicoli a motore, fatta eccezione per i camion della spazzatura e qualche mezzo di servizio, trasforma ogni spostamento in un'esperienza lenta e meditativa. Il budget è medio-alto, perché tutto ciò che arriva sull'isola viene trasportato via mare e questo si riflette sui prezzi di alloggi e ristoranti, specialmente ad agosto. Per arrivare, si prende il traghetto dal Pireo o da Atene, con corse frequenti in alta stagione. Una volta sbarcati, ci si muove solo a piedi: le stradine di ciottoli salgono e scendono tra il porto e le colline, oppure si noleggiano gli asini, una soluzione pittoresca ma non sempre comoda per bagagli pesanti. Esistono anche i taxi acqua per raggiungere le spiagge più lontane, ma costano cari. Per visitare Hydra in modo dignitoso, servono almeno tre o quattro giorni. In un weekend se ne vede l'essenza, ma manca il tempo per camminare fino ai monasteri o alle calette isolate senza affanno. L'aspetto negativo, che nessuno racconta, è il rumore notturno dei generatori. Molte case e ristoranti, non avendo auto, usano gruppi elettrogeni per l'aria condizionata. Quando il vento cala, quel ronzio continuo può rompere il silenzio magico che si cerca. Per questo, un consiglio che non troverete sulle guide è di scegliere una sistemazione lontana dal porto, magari nella parte alta verso Kamini o Vlychos. Portate anche una torcia potente: l'illuminazione pubblica è fioca e le scale sono un insidia dopo cena. L'isola regala tramonti struggenti dal faro e un ritmo che costringe a rallentare, ma bisogna accettare il compromesso tra bellezza e scomodità.