Guilin: karst e fiumi, la Cina da sogno
Guilin è esattamente quella Cina da sogno che tutti immaginiamo, con i karst che sembrano emersi da un inchiostro di secoli e il fiume Li che taglia la valle come una lama di vetro. Sono partito da Bologna ad agosto, scalo a Guangzhou e poi volo diretto per Guilin. In totale servono almeno quattro o cinque giorni per vedere l'essenziale senza correre. Ed è un viaggio da budget medio: contando voli interni, alloggi, cibo e qualche biglietto, direi intorno ai 1000-1200 euro a persona (volo dall'Italia escluso). Attenzione: la qualità dell'aria a volte è bassa, soprattutto se tira vento dai cantieri; portatevi una mascherina per le giornate peggiori.
Giorno 1: arrivo a Guilin e sistemazione in centro, zona Zhengyang Pedestrian Street. Dopo aver lasciato i bagagli, una passeggiata al lago Banyan e al parco Xiangbishan (la proboscide d'elefante) al tramonto. La vista è iconica, ma il parco è pieno di turisti: meglio arrivare un'ora prima della chiusura. Cena da un venditore ambulante vicino al fiume: i wonton in brodo sono una certezza.
Giorno 2: trasferimento a Yangshuo. Il modo migliore è prendere il battello sul fiume Li da Guilin a Yangshuo (circa 4 ore, biglietto sui 300 yuan a persona). Il paesaggio è da cartolina, ma la barca è affollata e il cibo a bordo è caro e scarso: portatevi panini e acqua. Arrivati a Yangshuo, noleggio bici e si va a West Street la sera per il mercato notturno. Il consiglio che non trovate sulle guide: la mattina dopo, invece del tratto famoso del Li River, prendete una zattera di bambù sul fiume Yulong all'alba. È più silenzioso, i karst si riflettono senza folle e il suono dei remi sull'acqua è puro relax.
Giorno 3: escursione alle risaie terrazzate di Longji, a circa due ore di autobus da Guilin. Partenza presto, si arriva al villaggio di Ping'an. La salita fino al punto panoramico è faticosa ma la vista ripaga. Il problema principale è la folla sulle passerelle di legno: se potete, evitate i fine settimana. Tornati a Guilin, una cena semplice in un ristorante di noodle di riso: è il piatto della zona, da non perdere.
Giorno 4: visita alla grotta della canna di bambù (Reed Flute Cave) a Guilin. Le stalattiti illuminate sono spettacolari, ma l'umidità e la ressa rendono l'esperienza meno magica di quanto sembri nelle brochure. Poi un giro in barca sul lago Banyan per vedere i ponti antichi. La sera, ultimo pasto in un ristorante di pesce del fiume: il pesce in salsa acida è una scoperta.
Giorno 5: ultimo giro al mercato di stampe e calligrafie prima del volo di ritorno. Se avete tempo, una corsa al parco delle sette stelle è d'obbligo per vedere la pagoda nascosta tra i bambù.
Un aspetto negativo vero: la segnaletica turistica è spesso solo in cinese mandarino, e molti tassisti parlano pochissimo inglese. Per fortuna, con Google Traduttore offline si gestisce tutto. Se volete risparmiare, i dormitori a Yangshuo sono puliti e costano poco; a Guilin meglio un piccolo hotel vicino alla stazione dei bus.