Norcia: tartufi neri e nebbie d'autunno
Norcia in autunno, tra tartufi neri e nebbie, è una meta che vale la pena, ma non è per tutti. L'ho visitata per la prima volta lo scorso ottobre e, nonostante le aspettative alte, mi ha lasciato sensazioni contrastanti. Il tartufo nero pregiato, quello di Norcia appunto, è incredibile: lo trovi fresco nei mercati, nei piatti dei ristoranti e persino in salse artigianali da portare a casa. Le nebbie mattutine, che si alzano sulla piana di Castelluccio, regalano un'atmosfera quasi mistica, ma diventano un problema se si vuole fare trekking o guidare nei tornanti della Valnerina.
Il budget per una gita di un paio di giorni è medio-alto. Una cena in un locale specializzato in tartufi può costare anche 50-60 euro a testa, e un etto di tartufo fresco al mercato si aggira sui 30-40 euro. Dormire in centro storico, con vista sulle mura, parte da 90-100 euro a notte in B&B, mentre gli hotel di fascia media chiedono almeno 130. Per risparmiare si può stare fuori, a Cascia o a Preci, e fare la spola in auto.
Per arrivare da Milano il percorso più veloce è l'autostrada fino a Perugia, poi la superstrada verso Spoleto e infine la strada provinciale che sale. In treno si arriva a Spoleto e da lì c'è un bus Cotral che impiega circa un'ora, ma le corse sono poche, specialmente nei weekend. Muoversi a piedi a Norcia è facile, il centro è compatto. Per visitare la piana di Castelluccio e i sentieri dei Sibillini serve assolutamente un'auto.
Per visitare la città e fare una scorpacciata di tartufi bastano due giorni pieni. Un terzo giorno è utile per esplorare le frazioni e il parco naturale, ma se si hanno solo 48 ore si riesce comunque a godersi l'essenziale: il Duomo, la basilica di San Benedetto, le botteghe di norcineria e una cena a base di strangozzi al tartufo.
L'aspetto negativo che mi ha deluso è il caro-prezzi abbinato a una qualità altalenante. Troppi locali propongono menù turistici con tartufi di dubbia provenienza, mag