Cappadocia: il vero segreto sono le grotte scavate?
La risposta è sì, ma non nel senso che tutti credono. Le grotte scavate non sono il segreto perché sono nascoste, ma perché la narrativa turistica le ha trasformate in una specie di parco a tema, mentre la vera Cappadocia è altrove.
Il budget per una settimana è medio, se si evita il villaggio di Göreme, che ormai è un carnevale di mongolfiere e selfie. Si spende poco per dormire in una pensione a Urgup o a Cavusin, magari con colazione inclusa, ma i tour organizzati hanno prezzi gonfiati. Arrivare è semplice: volo per Kayseri o Nevsehir, poi minibus. Muoversi è la parte peggiore: i mezzi pubblici sono scarsi, quindi bisogna noleggiare un’auto o affidarsi a taxi che non sempre sono onesti. Per visitare le valli principali servono almeno quattro giorni, ma per capire davvero la zona ci vuole una decina.
L’aspetto negativo è la folla. A agosto è un inferno. La Valle di Pasabag sembra un mercato affollato, e le mongolfiere oscurano il cielo alle sei del mattino. La delusione più grande sono state le chiese di Göreme Open Air Museum: file interminabili per vedere affreschi rovinati da secoli di umidità e restauri discutibili.
Il consiglio che non trovi su nessuna guida è di andare a piedi verso Sud, oltre la valle di Soganli. Lì ci sono grotte abbandonate, mai pubblicizzate, dove si vede la vera architettura troglodita, senza biglietti né recinti. Portati una torcia e stai attento ai serpenti. Non dirlo a nessuno.