Zagori: ponti di pietra e gole nell'Epiro selvaggio
Zagori non è la solita Grecia da cartolina: è un labirinto di montagna, ponti in pietra e gole che meritano almeno quattro giorni pieni. Budget complessivo: medio. Con auto a noleggio, guesthouse e pasti, si spende sui 60-70 euro al giorno a testa, escluso il volo. Si arriva a Ioannina, poi si noleggia un'auto: i mezzi pubblici non esistono. Le strade sono strette e piene di tornanti, ma percorribili. Il tempo minimo è di quattro giorni; per chi vuole salire sul Tymfi servono almeno sei. La delusione? In piena estate il fiume Vikos è quasi asciutto, quindi la gola perde gran parte del suo aspetto selvaggio. Meglio la tarda primavera o l'autunno. Un consiglio che non trovate sulle guide: il ponte di Kipi, quello a tre archi, all'alba è deserto e la luce giusta arriva verso le sette. Portate un thermos di caffè e godetevelo in silenzio.
Giorno 1: arrivo a Ioannina, ritiro auto e salita verso Tsepelovo (circa un'ora di strada). Sosta a Kipi per i ponti, poi check-in a Tsepelovo e passeggiata serale tra le case in pietra. Si cena in una taverna locale, porzioni abbondanti.
Giorno 2: al mattino si parte da Monodendri per il sentiero della gola di Vikos. Il percorso fino al villaggio di Vikos richiede 4-5 ore, con tratti ripidi e molta pietraia. Si lascia l'auto a Monodendri e si organizza un trasferimento per tornare: qualche taverna del posto offre il servizio. Nel pomeriggio si guida fino a Papigo (40 minuti), dove si dorme.
Giorno 3: da Papigo si sale a piedi al belvedere di Oxia: due ore buone, dislivello notevole, ma la vista sulla gola ripaga. Poi si scende e si visita Mikro Papigo, con le sue fonti e i vicoli silenziosi. Nel tardo pomeriggio si va alle pozze del Voidomatis, sotto il ponte di Klidonia. Acqua gelida, ma rigenerante.
Giorno 4: giro dei ponti tra Dilofo e Kipi, in auto si copre in mezza giornata. Si pranza a Dilofo, poi rientro a Ioannina con restituzione auto. Se resta tempo, una sosta al monastero di Agia Paraskevi vale la pena, ma chiude presto.
In sintesi: Zagori è una meta che chiede gambe e pazienza, non aspettatevi la Grecia comoda. Il fascino sta nei dettagli: un ponte abbandonato, una fontana, il silenzio delle gole a mezzogiorno. Portate scarpe da trekking e una giacca a vento, anche d'estate la sera fresca. E non dimenticate il caffè per il ponte di Kipi.