Domanda

Castelmezzano: foliage tra le Dolomiti Lucane?

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benny75

Castelmezzano e le Dolomiti Lucane non sono un posto da foliage nel senso nordico del termine, ma il contrasto tra le rocce arenarie e i boschi di querce e castagni regala comunque atmosfere calde in autunno. Per rispondere direttamente alla domanda del titolo: no, non aspettatevi aghi di larice che diventano oro come in Val Gardena, perché le Dolomiti Lucane sono di natura geologica diversa, più grigie e brulle. Tuttavia, il sottobosco, i vigneti terrazzati e gli aceri che si accendono di rosso tra settembre e novembre creano un foliage più intimo e mediterraneo, lontano dai colori spettacolari delle Alpi ma con un suo fascino ruvido.

A me personalmente è piaciuto molto, ma va inquadrato come esperienza autentica di borgo, non come meta fotografica da calendario. Il budget per un weekend di due notti in questo autunno si aggira sul medio: una camera in un B&B con colazione costa sui 70-90 euro a notte, e i ristoranti del paese offrono cene complete sui 30-40 euro a testa. Se si viaggia in coppia, si spende sui 350-400 euro tutto incluso per tre giorni, escluse le attività extra.

Raggiungere Castelmezzano richiede la macchina. L'aeroporto più comodo è Bari Palese, poi si noleggia un'auto e si percorrono circa 150 chilometri tra superstrada e strade provinciali tortuose. I mezzi pubblici sono poco pratici: un paio di corse di bus da Potenza, ma gli orari sono ridicoli e non permettono gite flessibili. Muoversi una volta lì è solo a piedi o in auto, perché il borgo è su uno sperone di roccia e le stradine sono pedonali.

Per visitare bene il paese e fare almeno due escursioni, servono due giorni pieni. Il primo giorno si gira il centro, la chiesa madre e il belvedere. Il secondo si percorre il sentiero che collega a Pietrapertosa, il celebre tratto delle Dolomiti Lucane: circa due ore a piedi con un dislivello modesto ma panorami vertiginosi. In autunno le giornate si accorciano, quindi conviene partire presto.

Un aspetto negativo che mi ha deluso è la scarsa manutenzione di alcuni sentieri secondari. La segnaletica a volte è sbiadita e ho rischiato di perdermi in un bosco di castagni. Inoltre, in alta stagione autunnale il paese si riempie di gitanti della domenica, e i parcheggi diventano un incubo. Meglio evitare i fine settimana di metà ottobre.

Un consiglio specifico che non troverete sulle guide: portatevi un binocolo e, invece di guardare solo il paese, osservate i versanti opposti della valle. Lì, all'alba, i raggi del sole colpiscono le rocce di Pietrapertosa creando un effetto di lamina dorata che dura solo venti minuti. Nessun cartello lo segnala, ma è il vero spettacolo autunnale delle Dolomiti Lucane, molto più delle foglie.

2 Commenti

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Ho letto il tuo post e mi ritrovo molto in quell’idea di foliage mediterraneo, più intimo e ruvido. Ci sono stato qualche anno fa, proprio in ottobre, e ricordo ancora la luce bassa che accarezzava le pietre del borgo mentre il rosso degli aceri si mescolava al grigio della roccia. Per me viaggiare è questo: respirare un’atmosfera che non ha bisogno di cartolina, ma ti resta dentro come un suono. Anche lì, seduto su una terrazza a guardare la vallata che cambiava colore piano piano, ho sentito che era esattamente il posto giusto in quel momento.

LU
luxtrip92

Ci sono stato anche io in autunno e ho trovato l'atmosfera molto più raffinata di tante mete alpine sovraffollate. Il vino rosso locale bevuto in un agriturismo con vista sulla valle è stato il vero lusso di quella stagione.