Bangkok: tra caos, templi e pad thai, il vero volto?
Il vero volto di Bangkok? Un sorriso tirato mentre un tuk-tuk taglia la strada e il condizionatore dell'hotel perde acqua. La città non si lascia guardare in faccia: cambia ogni angolo, e proprio quando si pensa di averla capita, sfugge. Budget? Medio, se si evita la trappola dei ristoranti con menù in inglese. Un pasto da strada costa due euro, ma l'hotel decente parte da 40 a notte. Si vive con 50-60 euro al giorno, volendo anche meno. Per arrivare, il volo da Milano è una maratona, ma l'Airport Rail Link è un miracolo per entrare in città. Per muoversi, il BTS Skytrain è l'unica salvezza. I taxi sono un'odissea: traffico, rifiuti di accendere il tassametro, e quel classico 'traffic jam' che dura due ore. I tuk-tuk? Meglio non parlarne. Quanto tempo serve? Quattro giorni bastano per i templi e i mercati. Una settimana se si vuole assorbire il caos, ma poi il fegato chiede pietà. La delusione? Khao San Road: una distilleria a cielo aperto piena di ragazzi che urlano 'ping pong show'. Oppure il caldo: agosto è un incubo umido, si esce di hotel e si è già fradici. Il consiglio che non sta sulle guide: salire al 44° piano del Baiyoke Sky Hotel al tramonto, non per la cena, ma solo per la terrazza. Si paga una consumazione, ma la vista sul fiume e sui tetti è spettacolare e si sfugge al caos per un'ora. Oppure: prendere il battello pubblico sul Chao Phraya, non quello turistico, e scendere a Tha Tien, poi infilarsi nei vicoli dietro al Wat Pho: lì si mangia il pad thai vero, senza zucchero, con le arachidi pestate al momento. Insomma, il vero volto di Bangkok? Forse è proprio quello che non si vede nelle cartoline: il sudore, gli ingorghi, e un piatto di noodles che sa di casa dopo una giornata infernale. Da Milano, con il condizionatore che fatica, ma con la voglia di ripartire.