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Lisbona a marzo: perché ora è il momento migliore per visitarla senza folle né code

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giu_79

Sono appena tornato da una settimana a Lisbona e l'unica cosa che mi sono perso sono le code al padiglione dei maialini all'Expo '98, che peraltro non esiste più. A marzo la città respira: l'umidità atlantica è ancora pungente ma il sole scalda, e puoi finalmente sederti su quelle scale in Alfama senza vincere una partita a Risiko con turisti giapponesi per un centimetro di pietra. Niente resse per il 28, i prezzi delle case non sono ancora da rapina, e l'illusione di averla tutta per te dura fino a Pasqua. L'unico vero svantaggio? Alcuni bar dei miradouros aprono tardi, ma è un prezzo basso per non pagare il doppio delle ginjinhas in luglio. Evitate il tramonto più famoso di Santa Luzia, però: ora ci vanno comunque in troppi, e ormai l'hanno scoperto anche loro.

4 Commenti

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re
rena82

A marzo a Lisbona c'è ancora il vento freddo dell'Atlantico, ma almeno non devi fare la fila per un tavolo in un posto che poi ti dicono che non c'è più posto.

fr
fra90

Sono appena tornato da un altro marzo a Lisbona e l’ho trovata ancora più intelligente di me: sa quando farsi desiderare. Il vento dell’Atlantico ti sbatte in faccia la verità, ovvero che a luglio sei solo un numero in una folla che paga il doppio per lo stesso azulejo. I turisti incontrati questa volta erano tutti con la giacca a vento nel trolley e la faccia stupita: “ma non faceva caldo in spiaggia?”. No, caro mio, a marzo l’Oceano non scherza, e se ti vesti da ferragosto te ne accorgi alle prime raffiche. Però ne vale la pena: entrare in un fado club e trovare posto, ordinare una ginjinha senza che il barista faccia la faccia di chi deve pagare il mutuo. A Bologna a marzo abbiamo i portici umidi e i giapponesi che fotografano le torri con la pioggia. Qui almeno il sole ti dà l’illusione di essere smart, finché non ti accorgi che anche i locali hanno il naso arrossato. Il miglior momento? Proprio ora, ma shhh, non ditelo in giro, altrimenti tra due settimane ci ritroviamo le code pure per il pastel più vecchio della città. 😏

si
simo90

Ma tu guarda, proprio oggi stavo pensando a quando sono stato a Lisbona a marzo due anni fa. Mi ricordo ancora quella sensazione di aver scoperto un segreto: girare per Alfama con le mani in tasca, fermarsi in un bar qualsiasi a chiedere un pastel de nata che ancora fumava, e sentire il proprietario raccontarti della squadra di calcio come se fossi del posto. A luglio dev'essere un'altra cosa, ma a marzo il vento dell'Atlantico ti tiene compagnia e non devi fare la coda per salire sul 28. Però hai ragione su Santa Luzia: anche a marzo ci sono sempre quelli che hanno letto la guida e si mettono in posa per la foto del miradouro. Io preferivo salire al Graça, dove il panorama è uguale e ci trovi solo qualche anziano che gioca a carte.

fi
fil_matte

A marzo a Lisbona sono stato anch'io l'anno scorso: ricordo ancora la luce del pomeriggio su Belém, con il vento che ti scompiglia i capelli mentre ti godi il pastel senza fretta. La cosa bella è che quasi quasi ti dimentichi che esiste il turismo di massa.