Vallombrosa: il foliage dei monaci tra alberi secolari
Il foliage dei monaci a Vallombrosa è quello spettacolo autunnale che si accende tra abeti bianchi secolari e faggi, proprio attorno all’antica abbazia benedettina. La guida che segue è pensata per chi programma una gita in questa stagione, senza ricorrere a memorie passate.
Quando andare: metà ottobre è il momento migliore, quando il rosso dei faggi contrasta con il verde scuro delle conifere. Meglio evitare i week-end perché il parcheggio vicino all’abbazia si riempie subito. Anche nei giorni feriali di novembre l’atmosfera è ancora suggestiva, ma le ore di luce si accorciano.
Come arrivarci: da Firenze si prende la statale verso Pontassieve, poi si segue per Tosi e Reggello. In auto ci vuole circa un’ora, ma l’ultimo tratto è stretto e tortuoso. In alternativa, da Santa Maria Novella parte un autobus (linea 365 per Vallombrosa) che impiega un’ora e mezza e ferma proprio davanti all’ingresso dell’abbazia. Il biglietto costa circa 5 euro a tratta. Una volta arrivati, a piedi si raggiungono i sentieri; non ci sono mezzi pubblici interni.
Budget generale: medio. Se si arriva in auto, la benzina può incidere, ma il parcheggio è gratuito. Non ci sono biglietti d’ingresso per il bosco o per la chiesa. Il problema è il pranzo: i due ristoranti vicino all’abbazia hanno prezzi medio-alti (un primo intorno a 15 euro). Portarsi un panino è la soluzione più economica. In totale, contando trasporto e cibo, si spende tra i 30 e i 50 euro a persona per una giornata.
Cosa non perdere: il percorso che parte dal monumento a Quintino Sella e sale tra gli abeti bianchi fino alla Cascata dell’Acqua Bona, un salto d’acqua nascosto. Merita anche la visita alla chiesa abbaziale, con il coro ligneo e l’organo antico. Ma il vero gioiello è il Viale dei Cerri, plantato nel Seicento, dove i colori autunnali sono incredibili.
Cosa evitare: il sentiero che costeggia la strada asfaltata, rumoroso e poco suggestivo. Meglio scegliere i tracciati interni del bosco, anche se richiedono più tempo. Altra delusione: i bagni pubblici sono pochissimi e spesso in condizioni discutibili. Portare della carta igienica è una precauzione saggia.
Un consiglio che non si trova nelle guide: entrare nel bosco alle prime luci del mattino, quando la nebbia si alza tra gli alberi e il sole filtra radente. Il silenzio è rotto solo dal fruscio delle foglie e dal canto degli uccelli. In quelle ore si percepisce il senso esatto del “foliage dei monaci”: una solennità che va oltre la fotografia. Bastano tre o quattro ore per visitare i punti principali, ma chi ama camminare può fermarsi l’intera giornata.