Palermo non si visita, si subisce: odore di sfincione e anima arabo-normanna
Palermo non si visita, si subisce: è vero, e lo dico da palermitano che la difende ma ci vive le contraddizioni ogni giorno. La città ti prende per il collo appena sbarchi, tra il caos del traffico e l’odore di sfincione che esce da ogni vicolo. È un’esperienza totalizzante, non una semplice gita.
PRO:
– La stratificazione storica è pazzesca: cammini e passi da una chiesa normanna a un suk arabo a un palazzo barocco in cinquanta metri. Il mix arabo-normanno è unico, dichiarato dall’Unesco, ma lo senti nelle pietre vive.
– Il cibo di strada è un’istituzione: pani ca meusa, sfincione, arancine (al maschile, per favore). Si mangia bene anche con pochi soldi, l’importante è evitare i locali con foto giganti.
CONTRO:
– Il traffico e la maleducazione stradale: attraversare le strisce pedonali è un atto di fede, e i motorini sfrecciano sui marciapiedi. A agosto il caldo è infernale, con poche aree ombreggiate.
– La gestione dei rifiuti a volte lascia a desiderare, specie nei quartieri meno centrali. Alcuni monumenti sono lasciati in stato di incuria, come certi giardini pubblici.
Budget medio: si spende sui 40-60 euro al giorno per mangiare bene, visitare siti e spostarsi. Per volare low cost meglio prenotare con largo anticipo. Arrivare in aereo a Falcone e Borsellino, poi bus navetta per il centro. Muoversi a piedi è l’ideale, altrimenti gli autobus AMAT sono lenti ma coprono tutto. Sconsiglio l’auto a chi non conosce le strade: parcheggiare è un incubo.
Per visitare con calma servono almeno 3 giorni pieni, 4 se si vuole includere Monreale. La delusione più grossa per me è stato il Mercato di Ballarò: pittoresco ma pieno di venditori insistenti e sporcizia, non l’idillio da cartolina.
Un consiglio che non trovi sulle guide: vai alla Catacombe dei Cappuccini alle otto del mattino, appena aprono. È quasi deserto e l’aria fresca regge prima che arrivi la folla. Il silenzio di quelle stanze è più potente di qualsiasi chiesa.
Consigliato per chi cerca un viaggio autentico, sporco, rumoroso e pieno di anima. Sconsigliato se non sopportate il disordine, il caldo e la folla. Ma chi viene a Palermo deve sapere che si subisce, appunto, e poi ci si innamora.