Cusco: mercatini di Natale andini tra Inca e colori
I mercatini di Natale andini a Cusco sono un crogiolo di colori e simboli incaici, ma per viverli davvero bisogna distinguere tra la vetrina turistica della Plaza de Armas e i mercati meno patinati di quartiere. A settembre, con l'aria frizzante che preannuncia l'estate australe, si percepisce già l'arrivo delle festività, ma la vera esplosione arriva a dicembre, quando artigiani locali e comunità quechua portano sulle bancarelle non solo i classici souvenir di lama e cappelli di alpaca, ma anche oggetti legati al culto del Niño Manuelito (il bambinello andino) e palline di Natale decorate con simboli solari. Il budget si aggira su un livello medio-basso se si compra nei posti giusti: i prezzi di partenza nei mercatini allestiti per i turisti sono spesso alti, ma contrattando con calma si può ottenere un affare. Per arrivare a Cusco, l'unica via d'accesso pratica è l'aereo fino all'aeroporto Alejandro Velasco Astete (con voli da Lima), e poi un taxi per il centro storico che costa circa 15-30 soles. Muoversi in città è semplice a piedi tra le stradine di San Blas e le piazze, mentre per raggiungere mercati collaterali come San Pedro o San Jerónimo conviene un colectivo (pochi soles). Per visitare con calma i mercatini di Natale e respirare l'atmosfera bastano due o tre giorni, ma se si vuole includere la Valle Sacra e le rovine (da abbinare ai mercati di Pisac o Chinchero) serve almeno una settimana. La delusione maggiore è la commercializzazione spinta: molte bancarelle vendono prodotti fabbricati in serie o importati dalla Cina, spacciati per artigianato autentico. Inoltre, la folla di fine dicembre può essere opprimente e alcuni venditori sono molto insistenti. Un consiglio che non si trova sulle guide turistiche è di visitare il piccolo mercato di artigiani di San Blas non dopo le 10 del mattino, ma all'alba, quando le famiglie di tessitori espongono pezzi esclusivi e la trattativa è ancora genuina. Nei pomeriggi tardi, invece, meglio la zona di Avenida El Sol, dove alcuni venditori occasionali improvvisano bancarelle con prodotti natalizi a prezzi dimezzati, lontano dai circuiti ufficiali. La chiave è capire che il vero Natale andino non si compra, ma si osserva nei dettagli: una processione notturna con candele o un coro di bambine in costumi tradizionali sulla scalinata della Cattedrale.