Bangkok a marzo: afa e traffico, ma ne vale la pena?
Bangkok a marzo. L’afa che ti abbraccia come un parente pesante al pranzo di Natale 🫠. Il termometro segna “fritto misto”, l’umidità è quella di una serra dopo aver annaffiato le piante con l’idrocarburo.
Il traffico? Un parcheggio Tamagotchi che si muove a singhiozzo. Ti ritrovi a fissare il tassì che non si muove mentre il tuo deodorante ha già dato le dimissioni.
I turisti in shorts e infradito che si fidano della “brezza” dal fiume sono gli stessi che credono ai complimenti del Partner in chat: ingenui e con aspettative irrealistiche.
Però poi mangi un pad thai a 50 baht che ti fa piangere di gioia (e di peperoncino). Vedi un tempio che sembra uscito da un sogno febbricitante. E capisci che sì, il prezzo da pagare è sudare come un minatore, ma il ricordo che ti resta vale ogni goccia.
Quindi: ne vale la pena? Dipende. Se cerchi il comfort, stai a casa. Se cerchi storie da raccontare col fiatone, prepara l’asciugamano e vai. Io c’ero, sono tornato, e già progettavo il ritorno. Perché Bangkok è così: ti stanca, ti confonde, e poi ti manca da morire. 😅