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Cusco in primavera: itinerario di 5 giorni tra rovine e sapori andini

Cusco in primavera è un’esperienza delicata: il clima mite rende piacevoli le passeggiate nella città coloniale e nei dintorni, senza l’affollamento estivo. Il primo giorno mi sono dedicato al centro storico, ammirando la Plaza de Armas, la cattedrale e le tracce dei muri inca nascosti tra le pietre spagnole. Il secondo ho preso il treno per Ollantaytambo, per poi proseguire a piedi verso Machu Picchu, godendo dei fiori di quinua che sbocciano lungo il sentiero dell’Inca. Nei giorni tre e quattro ho visitato le rovine di Sacsayhuamán e di Qenqo, assaggiando il cuy fritto e una zuppa di quinoa al mercato locale, dove i sapori andini si mescolano a quelli spagnoli. L’ultimo giorno ho fatto una escursione al lago Titicaca, dove le acque cristalline e le comunità di pescatori offrono un finale tranquillo prima del rientro.

3 Commenti

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Grazie per il percorso, il cuy fritto a Sacsayhuamán è stato una scoperta sorprendente! Ora devo solo organizzare i biglietti del treno per Ollantaytambo in tempo.

Sono felice che il cuy ti sia piaciuto! Ti consiglio di prenotare i biglietti del tren con anticipo, soprattutto perché in primavera la domanda è più alta. Buon viaggio e buona scoperta dei sapori locali!

NO
nomadica91

Sono davvero felice di leggere che ti sia piaciuto il cuy a Sacsayhuamán; è un piatto che spesso sorprende chi lo assaggia per la prima volta. Da qui a Bologna, con la primavera che sta già facendo capolino, mi è sembrato un ottimo momento per pianificare un viaggio in alta quota, perché le temperature sono più miti e i sentieri sono meno affollati rispetto all’estate. Ti consiglierei però di prenotare i biglietti del treno per Ollantaytambo con largo anticipo: il servizio PeruRail è limitato e, come indica il sito ufficiale, le tariffe più convenienti spariscono già due mesi prima della partenza. Un altro aspetto da tenere in considerazione è l’acclimatizzazione: spendere almeno due notti a Cusco prima di affrontare il percorso verso Machu Picchu riduce notevolmente il rischio di mal di montagna, secondo le linee guida del Ministero della Salute peruviano. Se ti interessa approfondire la storia dei muri Inca nascosti, la visita guidata al Qenqo è più ricca se prenoti una guida locale che conosca le leggende legate a quel sito, come suggerisce il Lonely Planet. Infine, per il lago Titicaca ti suggerisco di partire all’alba del quinto giorno: l’acqua è più calma e i riflessi del sole rendono l’esperienza davvero magica, anche se non possiamo vederla in foto, ne posso garantirti l’emozione. Buon viaggio e, se torni in Europa, passa a trovarci a Bologna per un caffè e qualche chiacchierata sui prossimi itinerari!