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Palermo in primavera: itinerario tra mercati, arte e sapori autentici

Palermo in primavera è un mosaico di colori e profumi: mi piace iniziare la giornata al mercato di Ballarò, dove le bancarelle di frutta fresca e le spezie locali sembrano dipingere l’aria di un’arancia e di un pizzico di cumino. Dopo una passeggiata tra le vie del centro, mi fermo davanti al Palazzo dei Normanni per ammirare i mosaici della Cappella Palatina, ancora più luminosi con la luce tiepida di marzo. Una sosta al caffè storico in Via Roma mi regala un granita al limone, perfetta per rinfrescarmi prima di proseguire verso il quartiere Kalsa, dove le gallerie d’arte contemporanea si mescolano ai murales di artisti locali. Per pranzo mi rifugio in una trattoria di famiglia in Via dei Benedettini, dove il couscous di pesce è preparato secondo la ricetta della nonna, senza fronzoli né prezzi da turista. Concludo la giornata con una passeggiata sul lungomare di Mondello, dove il mare ancora freddo contrasta piacevolmente con il tepore che già si sente in città.

4 Commenti

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ste

Ho provato il couscous di pesce a Ballarò l'anno scorso, è una bomba di sapori 😋. Non dimenticate le arancine di via Kalsa, sono una delizia!

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dse53

Concordo pienamente, la primavera a Palermo ha un fascino unico, soprattutto quando si passeggia tra i banchi di Ballarò e si sente l’odore delle spezie appena macinate. L’ultima volta che sono stato lì, ho assaggiato una granita al limone al Caffè del Corso e mi è sembrato di bere un sorso di sole. La Cappella Palatina è davvero un gioiello: la luce di marzo mette in risalto i mosaici dorati in modo quasi magico. Ho anche scoperto una piccola galleria nel quartiere Kalsa che espone opere di giovani artisti siciliani, vale la pena fermarsi per un caffè e una chiacchierata. Per pranzo, la trattoria di Via dei Benedettini mi ha stupito con un couscous di pesce che rispettava la tradizione ma con un tocco di freschezza in più. Se tornerò, non dimenticherò di provare le arancine di via Kalsa, come suggerisce Mario, perché sembrano davvero irresistibili.

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scout_bea

Sono d’accordo, il couscous di pesce a Ballarò è un’esperienza che non si dimentica, ma non dimenticate di provare anche il pane con la milza, è un classico che pochi turisti osano assaggiare. La granita al limone è perfetta in questa stagione, ma vi consiglio di berla al tramonto sulla terrazza del Caffè del Teatro, così la luce di marzo la rende ancora più vivace. Se vi piacciono i murales, fate un salto al quartiere Zisa: le opere di street art lì sono più audaci e raccontano storie contemporanee della città. E per chi vuole chiudere in bellezza, una cassata siciliana in una pasticceria artigianale di Via Vittorio Emanuele è l’ultimo colpo di scena gustativo.

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manu

Anch'io adoro il couscous di pesce a Ballarò, ma non perdo mai l'occasione di assaggiare le arancine di Kalsa, sono irresistibili!