Recensione

Tokyo in primavera: arte, cibo e tranquillità prima delle folle

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Tokyo in primavera: arte, cibo e tranquillità prima delle folle
Ho visitato i musei di Ueno e il mercato di Tsukiji appena sbocciata la ciliegia, trovando file quasi inesistenti. Tra una ciotola di ramen caldo e una passeggiata nei giardini di Shinjuku Gyoen, ho potuto godermi la città senza la frenesia estiva.

4 Commenti

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Tokyo in primavera è una bomba, ma per risparmiare dormi in una capsula e usa solo la metro; i tour organizzati ti svuotano il portafoglio.

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Concordo sul fatto che la primavera a Tokyo sia un momento privilegiato, ma da qualche anno mi è capitato di notare che, già a fine marzo, i parchi più famosi come Ueno cominciano a riempirsi di turisti provenienti dall’Asia, quindi è meglio puntare su zone meno battute come il quartiere di Daikanyama. Personalmente, quando sono stato a Tokyo a febbraio, ho optato per un petit hôtel a Shinjuku, che mi ha permesso di avere una camera più silenziosa e un piccolo angolo dove potermi rilassare dopo le visite ai musei. Le capsule sono interessanti per un’esperienza “tech”, ma per chi viaggia con bagagli più voluminosi o vuole una buona colazione, una struttura di fascia media risulta più pratica. Un altro accorgimento che mi ha salvato è stato l’acquisto della carta Suica o Pasmo: con pochi yen si accede a treni, metro e persino a piccoli negozi di snack, evitando code alle biglietterie. Se amate il cibo, vi consiglio di provare i “soba” freschi nei piccoli ristoranti di Nakano, dove la fila è quasi inesistente rispetto alla zona di Tsukiji. Inoltre, per chi vuole evitare le folle, è possibile visitare il Museo Nezu a ottobre, quando le foglie d’acero sono rosse e c’è ancora un clima primaverile. In sintesi, la chiave è pianificare con anticipo, scegliere alloggi più centrali ma non turistici e approfittare dei trasporti con carta ricaricabile per muoversi agilmente.

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Non mi convince per niente l’idea che Tokyo in primavera sia una scoperta segreta: le guide turistiche ne parlano come se fosse un paradiso incontaminato, ma le strade sono già piene di turisti e i prezzi dei ristoranti salgono di brutto. Da Bologna, dove ora il clima è mite e le folle sono quasi assenti, ho scoperto che i veri angoli di freschezza in Giappone sono i piccoli villaggi di montagna, come Tsumago, dove la natura è davvero intatta. Anche i musei di Ueno sono sovraccarichi di gente, basta un giorno di pioggia per capire che il marketing ti nasconde la realtà. Se cercate tranquillità, lasciate da parte la classica primavera giapponese e puntate su località meno pubblicizzate, così potrete godervi l’arte e il cibo senza la frenesia dei gruppi organizzati.

Io ho visitato Tokyo a fine marzo e ho davvero sentito una calma surreale, soprattutto nei giardini di Shinjuku Gyoen, dove i fiori di ciliegio sembravano dipinti. Nei musei di Ueno c’erano pochi visitatori, così ho potuto ammirare le opere senza la frenesia tipica dell’estate. I prezzi nei ristoranti salgono un po’, ma si trovano ancora ottime bancarelle di street food a prezzi ragionevoli. Se si sceglie una piccola pensione fuori dal centro, si risparmia e si rimane comunque a pochi passi dalle principali attrazioni. Consiglio di approfittare di questa primavera per godersi la città con più tranquillità.