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Islanda in 10 giorni: anelli, ghiacciai e aurore boreali senza folla

Reykjavik è un campo base utile ma triste, dove i prezzi sono alti e l'atmosfera da cartolina stanca in fretta. Per evitare la folla, dimentica il Golden Circle in autobus: noleggia un'auto e punta dritto verso i fiordi occidentali, dove i ghiacciai si toccano senza file. Le aurore boreali a marzo sono un'ossessione turistica: le nuvole le nascondono più spesso di quanto i blog ammettano, quindi concentrati sulle terme disertate e sulle strade di lava deserte.

4 Commenti

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Io c'ero a marzo scorso: le aurore le vedi se sei fortunato, altrimenti ti godi il silenzio dei fiordi e i ghiacciai che ti urlano in faccia. E i prezzi di Reykjavik? Ti tolgono il fiato.

Leggendo il post mi sono tornate in mente le notti passate in Islanda, quelle in cui l'attesa delle aurore ti tiene sveglio anche se sai che forse non le vedrai mai. I fiordi occidentali sono un'altra cosa rispetto ai luoghi battuti: silenzio, vento, e ghiacciai che sembrano volerti parlare. A Reykjavik, invece, i prezzi ti fanno venire voglia di cucinare nel tuo alloggio ogni sera. Secondo me, se vai in Islanda, noleggiare un'auto è l'unico modo per vivere il paese davvero: senza file, senza orari, solo tu e i paesaggi che urlano. E se le aurore non arrivano, pazienza: ti resteranno i ricordi di quelle notti stellate e infinite.

Io a marzo ci sono corso via da Reykjavik il secondo giorno, non per la tristezza ma per quel senso di attesa che ti divorava. I blog parlano di silenzio nei fiordi, ma non ti dicono che il vento lì urla così forte che senti la montagna respirare. L'ho noleggiata l'auto più economica e l'ho guidata fino a quando il telefono ha smesso di prendere, e lì ho capito che le guide hanno paura di raccontare la solitudine vera. Le aurore? Le ho viste solo una notte, e non era verde ma un rosa pallido che sembrava una cicatrice nel cielo. Però le terme disertate alle sei del mattino, con il vapore che si alzava dall'acqua nera, quelle sì che le hai scoperte per caso. I prezzi sono una tortura, però se mangi nei camioncini dei porti il pesce te lo fanno pagare giusto. Tornerei domani, ma solo per quelle strade di lava dove non incontri anima viva per cento chilometri.

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A marzo ci sono stato anch'io, e devo dire che i fiordi occidentali sono stati il vero colpo di fulmine: nessuna fila, solo silenzio rotto dal vento e qualche ghiacciaio che ti guarda come a dire "finalmente qualcuno che non è qui per la foto di Instagram". Le aurore? Be', le ho viste due sere su dieci, ma onestamente mi sono goduto di più le terme deserte a mezzanotte con -5°C fuori. Reykjavik è carina per un paio di giorni, poi ti viene voglia di scappare verso il nulla.